Amnistia e Indulto Novembre 2016: novità Papa Francesco, cosa cambia per la legge sul sovraffollamento carceri

Pubblicato il 17 Nov 2016 - 10:32am di Pietro Paolucci

Radicali Italiani ancora in campo per combattere la battaglia relativa alla questione su amnistia e indulto. Dopo la marcia di Roma di due domeniche fa in occasione del Giubileo del Carcerato, riportiamo di seguito le novità aggiornate ad oggi, 17 novembre 2016.

Situazione attuale della legge su amnistia e indulto e del ddl penale: una staticità perenne

Né il Giubileo del Carcerato con la relativa marcia di Roma dei Radicali, né l’appello di Papa Francesco nella medesima occasione, sembrano aver apportato ad oggi novità considerevoli inerenti all’effettiva esecuzione del ddl su amnistia e indulto. Allo stesso tempo pare che i lavori per il ddl penale, non siano più in corso, lasciando di fatto i carcerati in una situazione di imperituro stallo.

Con quest’ultimo infatti, si vorrebbe anzitutto andare a ritoccare i tempi di durata dei processi andando così ad interessare quell’enorme quantità di detenuti (circa il 35%) che dimora nei penitenziari in attesa di giudizio. Per migliorare la situazione in cui versano questi ultimi, un altro punto di principale interesse del ddl circa la riforma del processo penale, riguarda tutti quei benefici che andrebbero direzionati verso quei carcerati che mantengono una buona condotta.

Con ciò ritornerebbe, benché soltanto in una misura limitata, quel principio costitutivo della pena da scontare in carcere, sede presso la quale il condannato dovrebbe esser posto nelle condizioni di fruire di un servizio volto alla rieducazione ed alla riabilitazione civile nonché morale. Tale istanza primaria, purtroppo, è stata molto spesso una mera utopia ma, ciò non esclude la possibilità di impegnarsi al meglio per poter presentare ai detenuti servizi decenti e umani che in qualche modo giustifichino la reclusione.

Tali ultime, si reggono sui più recenti dati in proposito della situazione delle carceri italiane aggiornati ad oggi, 17 novembre 2016. In primis, l’Italia sale al sesto posto in Europa nella classifica delle nazioni con le carceri più sovraffollate, risultato proveniente da un sovraffollamento medio del 109%, con picchi che raggiungono il 190% nel Canton Mombello di Brescia. Statistiche che, pur non escludendo, limitano assai il compimento di quei caposaldi originali di cui sopra.

Le mosse del Governo Renzi e le ultime novità

Come appena accennato nella prima parte del precedente paragrafo, Papa Francesco, nel giorno del Giubileo del Carcerato, suscitò speranza nei detenuti che colmavano piazza San Pietro. Egli si appellò cioè al Governo e dunque allo Stato ribadendo la necessità di applicare atti di clemenza nei confronti dei carcerati.

A rispondere all’appello si esprime il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, il quale sostiene quanto il Pontefice non abbia voluto intendere il proprio desiderio di vedere applicato un atto di amnistia e indulto in senso assoluto, ma soltanto di tener presente della condotta dei carcerati e, di conseguenza, di concedere maggiore tolleranza in senso lato.

Tali dichiarazioni sono invero in linea con quanto andrebbe a far parte del futuro ddl penale. È difatti ancora il Ministro Orlando a esemplificare ciò (quell’intenzione di premiare i meritevoli con sconti di pena e conceder loro ulteriori benefici) in un’intervista data ad una puntata di Porta a Porta dei giorni scorsi. Egli, ribadisce in ultimo l’intenzione esplicita di aumentare la sicurezza delle carceri oltre a toccare l’argomento relativo ad amnistia e indulto, nelle ultime battute dell’intervento al programma.

In tale proposito, egli dichiara apertamente che il governo Renzi non è in alcun caso disposto a concedere i due istituti per una semplice ragione: manca ad oggi una maggioranza dei due terzi nel Parlamento. Dunque? Ecco, l’unica scappatoia che potrebbe palesarsi in tempi brevi risulterebbe la revisione che andrebbe ad applicarsi con l’approvazione della riforma costituzionale. In caso di vittoria del Sì al Referendum del prossimo 4 dicembre , difatti, il numero dei sostenitori andrebbe a ridursi ai soli due terzi della Camera dei Deputati con conseguente aumento delle probabilità di una discussione ed eventuale avallo.

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1 Commento finora. Sentitevi liberi di unirsi a questa conversazione.

  1. Rino 18 novembre 2016 at 21:40 - Reply

    Questo è un ricatto e un modo spregevole che ha questo governo che ricatta i parenti dei detenuti a votare SI al referendum con la promessa di discutere ed eventualmente concedere l amnistia e l’indulto.

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