Anno Bisestile 2016, significato: perché nel calendario si inserisce la data del 29 febbraio?

Pubblicato il 28 Feb 2016 - 7:00pm di Ubaldo Cricchi

Scorrendo il calendario vi sarete accorti che quest’anno febbraio ha un giorno in più: il 2016 è un anno bisestile. Non tutti sanno perché ogni quattro anni viene aggiunto il trecentosessantaseiesimo giorno, il 29 febbraio; cerchiamo di capire perché viene inserito e quali sono le storie che, tra scienza e credenze popolari, sono legati a questa data.

Perché nel 2016 si aggiunge il 29 febbraio? Origine e significato dell’anno bisestile

C’è un vecchio proverbio che quando fa riferimento a febbraio dice di 28 ce n’è uno, ma a quanto pare non è sempre così: ogni quattro anni (ma in realtà c’è una “regola” che vedremo dopo) il mese più corto dell’anno viene allungato dall’aggiunta di un giorno. Come mai? Il tutto è legato al fatto che l’anno solare non dura 365 giorni esatti, ma 365 giorni, 5 ore e 48 minuti (per i più precisi aggiungiamo anche i 46 secondi). Questo tempo in più raggiunge la durata di un giorno intero nel giro di quattro anni e se questo non venisse recuperato ci sarebbe uno slittamento delle stagioni. Abbiamo parlato di una regola: visto che la differenza tra il calendario a cui siamo tutti abituati e quello astronomico non è di sei ore esatte, la semplice introduzione dell’anno bisestile non garantisce un aggiustamento perfetto; ogni 400 anni infatti il calendario risulterebbe sballato, quindi è stato deciso che gli anni che precedono l’inizio del secolo sono bisestili solo se sono divisibili per 400. In questo modo ogni quattro secoli si eliminano tre anni bisestili e (finalmente) i conti tornano. Un esempio pratico: il 2000 è stato un anno bisestile, ma il 2100 non lo sarà in quanto non divisibile per 400.

Il rimedio dell’inserimento del 366° giorno non è esattamente una novità, visto che la sua introduzione risale addirittura ai tempi dei Romani, dal 46 avanti Cristo, anche se solo dall’8 d.C, per volere di Ottaviano Augusto, esiste una regola fissa. Il termine bisestile deriva dal latino bisextus, ovvero due volte sesto: questo perché i Romani negli anni bisestili contavano due volte il 24 febbraio, cioè il sesto giorno che precedeva le calende di marzo; da quando i giorni si contano a partire dall’inizio del mese il giorno due volte sesto diventò il 29 febbraio e così è rimasto tuttora.

Credenze popolari sull’anno bisesto e personaggi famosi nati durante il giorno in più

Prima abbiamo citato un proverbio, ora ne ricordiamo un altro: anno bisesto, anno funesto. Ma perché questo 29 febbraio non viene visto di buon occhio? Ai tempi dei Romani a febbraio si celebravano i Feralia, le festività del culto dei morti, ma nella cultura popolare più o meno tutte le anomalie (come può essere definito anche l’anno bisestile) sono state indicate come portatrici di sventure. Spesso si diceva che gli anni con 366 giorni sarebbero stati contraddistinti da eventi negativi come carestie, terremoti ed epidemie, ma anche in tempi recenti non sono mancate le previsioni catastrofiche: chi non ricorda le teorie sul 21 dicembre 2012? Alla fine non accadde nulla di apocalittico.

Quelli che possono avere qualche piccolo problema con l’anno bisestile sono coloro che nascono il 29 febbraio: per loro festeggiare il compleanno ogni quattro anni non deve essere proprio il massimo. Fatto sta che nell’elenco dei nati in quella data sono presenti nomi illustri, a partire da quello del papa Paolo III Farnese (nato nel 1468), proseguendo con il celeberrimo compositore Gioacchino Rossini (1792), il pittore Balthus (1904), il patriarca di Costantinopoli attualmente in carica, Bartolomeo II (1940) e il cantante e attore statunitense Ja Rule.

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Sardo trapiantato in Umbria, bachelor in informatica, sono un web designer e articolista. Convinto oppositore della scrittura in stile SMS, adoro gli animali e la musica.

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