Caccia al tesoro: recensione del film 2017 dei Vanzina con Vincenzo Salemme, Carlo Buccirosso e Max Tortora

Pubblicato il 25 Nov 2017 - 4:07pm di Francesco Salvetti

Arriva nelle sale “Caccia al tesoro”, film diretto dai fratelli Vanzina con Vincenzo Salemme, Carlo Buccirosso, Max Tortora, Serena Rossi e Gennaro Guazzo. Vi forniremo trama, video recensione e commento.

Recensione del film “Caccia al tesoro”

Domenico Greco è un attore squattrinato, pieno di debiti che cerca di mettere in scena “L’avaro” di Moliere in napoletano, nella cornice disastrata del Teatro della Speranza. Vive a casa della cognata, vedova del fratello, e ama suo nipote come fosse un figlio. È proprio questo suo affetto che lo spingerà a un gesto inconsueto per un motivo nobile: rubare il tesoro di San Gennaro, ci riuscirà?

Video recensione

“Napule è mille culure; Napule è mille paure; Napule è a voce de’ criature; che saglie chianuchianu; e tu sai ca’ nun si sulo. Napule è nu sole amaro; Napule è addoree’ mare…”. Pur non essendo nati a Napoli, in queste parole cantate da Pino Daniele, è racchiuso tutto lo spirito partenopeo che nel mondo tanti ci invidiano. Assieme a Roma e Firenze, la città di Napoli è una tappa obbligata e fissa per tutti i turisti che si trovano a scoprire le bellezze del nostro paese. Napoli però non è solo bellezza artistica, ma è anche la casa di una delle più importanti scuole teatrali. Dalla Campania provengono attori del calibro di Totò, Toni Servillo, Massimo Troisi e tanti altri artisti che hanno portato alta la napoletanità nel mondo.

È da qui che parte il nuovo lavoro dei fratelli Vanzina: “Caccia al tesoro”. In conferenza stampa gli è stato chiesto “Come mai avete scelto di ambientare la vostra storia a Napoli?” e loro hanno risposto: “Napoli è una città che ultimamente è stata accostata solo a cronache legate al mondo camorristico, una rappresentazione troppo a senso unico. Fortunatamente non è solo così e per questo abbiamo voluto rendere omaggio a una tradizione teatrale storica, dove gentilezza e senso di appartenenza la fanno da padrone”.

L’amore per il teatro e per gli attori è uno deipunti cardini del film. Partendo da un Moliere in Napoletano, passando per un “Natale in Casa Cupiello” e un suo possibile riadattamento in Francese, concludendo con 3 scene di improvvisazione tra Vincenzo Salemme e Carlo Buccirosso dove si vede chiaramente il loro feeling che va oltre il palcoscenico; i Vanzina mettono in pratica il loro intento in fase di sceneggiatura.

Dare indicazioni a certi attori è un gioco troppo semplice, ma metterli sulla scena in maniera omogenea è il lavoro più difficile. Da questo film Carlo Vanzina, permette a ogni attore uno spazio per emergere.

Per questo motivo, il pubblico non potrà dimenticare oltre alla bravura di Salemme, Buccirosso, Tortora , Serena Rossi e Christiane Filangieri, il talento di Gennaro Guazzo.
12 anni e già tre film importanti nella sua filmografia “Si Accetto Miracoli”, “Troppo Napoletano” e “Il principe abusivo”; in questo suo ultimo lavoro tiene abilmente la scena soprattutto nei momenti in cui divide l’inquadratura col padre interpretato da Carlo Buccirosso.

Il film è molto leggero, senza impegno, onesto e divertente, consigliato a un pubblico trasversale.

Info sull'Autore

Laureando in Ingegneria Gestionale presso l’università di Tor Vergata, da sempre appassionato di cinema e inviato per eventi cinematografici per Corretta Informazione.

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  1. Gaiottina 5 dicembre 2017 at 00:54 - Reply

    Questo è esarttamte il.mio famoso filmetto.mio.preferito l’hai proprio indovinato tu caro chicc ma la cosa più bella piu tenera affettuosa carina troppo sensibile e anche troppo carismatica divertente e anche molto simpatica che io ci sono andata a verderlo e a guardarlo dalla mia nonnina bella pimbante che io ci sono andata con lei a vederlo e poi basta e quindi t v b da gay

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