Calcolo ritenuta d’acconto 2018: calcolatore importo per ricevuta di prestazione occasionale

Pubblicato il 26 Giu 2017 - 3:45pm di Pietro Paolucci

Nel presente articolo, come recita il titolo, indicheremo in maniera dettagliata tutto quello che c’è da sapere sul calcolo della ritenuta d’acconto 2018. Ciò significa che, fra le altre informazioni in merito, indicheremo dove trovare un calcolatore dell’importo per la ricevuta di una prestazione occasionale e professionale, i cui dettagli e procedure saranno facilmente chiarificati in alcuni esempi indicativi.

Ritenuta d’acconto 2018: informazioni generali

A fronte di effettuare lo scorporo di un certo importo, tramite cui prendere nota dell’ammontare dell’IVA, del contributo previdenziale o di una qualsiasi ritenuta d’acconto per una prestazione occasionale o professionale, facilmente si generano dubbi e imprecisioni. Focalizzando la nostra attenzione proprio alla ritenuta d’acconto, crediamo sia bene specificare in primo luogo che quest’ultima è una trattenuta pari al 20%, trattenuta che il datore di lavoro va a sottrarre al compenso lordo del lavoratore impegnato in un’occupazione da professionista o occasionale che sia.

Tale importo generato da una sottrazione al pagamento da destinare al lavoratore non va, s’intende, in tasca al datore di lavoro, bensì, sarà versato proprio da quest’ultimo allo Stato in funzione di acconto sulla percentuale di tasse cui il lavoratore dovrà far fronte l’anno successivo.

Insomma, uno dei tanti pasticci burocratici cui ogni datore di lavoro e lavoratore deve occuparsi mensilmente, che, ciò malgrado, può essere semplicemente risolto con i giusti mezzi. Accenniamo al calcolo della ritenuta d’acconto, procedura tutt’altro che difficile che spieghiamo qui di seguito nel paragrafo seguente, a spron battuto come si suol dire.

Escludendo dalla presente trattazione tutte quelle complicazioni che insorgono nel caso in cui alle ritenute d’acconto si debbono sommare ulteriori tipi di decurtazioni, possiamo assicurare i lettori che basterà avere sottomano una calcolatrice o un qualsiasi sito web creato di proposito in supporto, calcolatori online scovabili con una semplice ricerca basata sui termini causa della problematica, tramite uno dei tanti motori di ricerca.

Calcolo ritenuta d’acconto: procedura ed esempi

Senza tergiversare ulteriormente, l’individuo cui tale articolo si rivolgere potrà calcolare la ritenuta d’acconto a partire tanto dall’importo lordo, quanto dal netto. Ottenere il netto e la ritenuta qualora si fosse in possesso del lordo è semplicissimo: la ritenuta è il 20% del lordo, il netto è l’80%. Indi per cui per ottenere la ritenuta basterà moltiplicare la nostra cifra per 0,2; per 0,8 per il netto. Ciò vuol dire che, qualora l’importo lordo sia pari a 1.000 euro, la ritenuta sarà pari a 200 euro e l’importo netto sarà giocoforza uguale a 800 euro. Facile no?

Viceversa, qualora si dovesse ottenere il lordo e la ritenuta partendo dal netto, situazione riscontrabile quando ad esempio si risolve con i lavoratori occasionali per una cifra precisa da destinare loro, bisognerà tener conto di quanto segue. Come l’aritmetica insegna, bisogna semplicemente invertire l’operazione anzi citata per ottenere il lordo dal netto: in soldoni dividere la cifra del netto per 0,8, risultato tramite il quale una semplice sottrazione dei due costituenti genererà la ritenuta d’acconto desiderata. Quindi, se il nostro importo netto equivale a 800 euro, il lordo si ottiene dividendo tale cifra per 0,8. Il risultato è chiaramente 1.000 euro, a cui dovremo sottrarre gli 800 del netto per conoscere la ritenuta d’acconto da versare poi allo Stato.

Ricapitolando:

Per calcolare il netto e la ritenuta a partire dal lordo:

  • Netto = Lordo x 0,8
  • Ritenuta d’acconto = Lordo x 0,2

Per calcolare il lordo e la ritenuta a partire dal netto:

  • Lordo = Netto / 0,8
  • Ritenuta d’acconto = Lordo – Netto
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1 Commento finora. Sentitevi liberi di unirsi a questa conversazione.

  1. ivan 6 settembre 2017 at 21:52 - Reply

    Salve, il netto in questione non comprende però la tassazione che viene fatta l’anno successivo presentando il 730 per chi avesse un secondo lavoro.
    È vero che la ritenuta d’acconto è del 20%, ma l’anno successivo io assieme al mio CU presenterò anche i redditi percepiti con prestazioni occasionali, che verranno tassati a loro volta in base alla mia aliquota IRPEF. Bisognerebbe tenere conto anche di questo altrimenti le persone rischiano stangate l’anno successivo.

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