Cecile Kyenge vittima dei cretini

Pubblicato il 3 Giu 2013 - 6:27pm di Redazione

Cecile Kyenge e il razzismo via web

Cecile KyengeNon passa giorno in cui la madre dei cretini non partorisce. Basta leggere i vergognosi appellativi che sono corsi nel web (e non solo) rivolti alla neo ministro della repubblica Italiana di origini congolesi, Cecile Kyenge, capo del dicastero per l’Integrazione. Cecile Kyenge è stata firmataria, insieme con Bersani, Chaouki e Speranza, della proposta di legge sul riconoscimento della cittadinanza agli immigrati, lo ius soli.

È davvero sorprendente come sia possibile, ancor oggi, assistere a levate razziste che hanno il solo effetto di denunciare un limite intellettivo in chi si rende goffamente protagonista di tali manifestazioni. È un serio sospetto, il nostro, che alla base ci debbano essere profondi, quanto insanabili, disagi identitari che cercano nell’altro, ovvero nel diverso (l’”altro da noi” comunque è diverso), di semplificare la propria esistenza proprio perché incapaci di sostenerne una di poco più complessa, variegata, altra. Pur questa spicciola nota sociologica, non li sottrae dall’essere considerati dei “microcefali” che, in nome di non si sa qual principio, gettano fango su altri esseri umani. Siano essi ebrei, negri, islamici, extracomunitari, ritenendoli esseri inferiori. Parole perse per quelle sorde orecchie e quoziente intellettivo basso perché, al contrario, l’altro da noi è portatore di diversità, ossia di ricchezze culturali, di differenti saperi, di punti di vista differenti, di sentimenti, proprio in una società che di eguaglianze (si legga: conformismo) ce ne sono fin troppe, anche se all’apparenza non sembrano tali. La fusione tra noi e l’altro è motivo di crescita, di progresso, di riduzione delle distanze, di pacificazione.

Le offese, le pesanti ingiurie all’indirizzo di Cecile Kyenge sono finite nel web. In vari siti: duce.net, benitomussolini.com, Stormfront e altri (che non vale neppure la pena citare) che hanno raccolto le solite idiozie razziste degli affiliati. Anche Mario Borghezio (Lega Nord) – pensate un po’, membro del Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia – come al solito, non ha perso occasione di partecipare al teatrino dei fessi, manifestando le sua dabbenaggine.

Voci che potrebbero indurre a ritenere che il sentimento razzista sia diffuso oltre misura. In realtà, non è così. Il web fa solo da cassa di risonanza. Poche migliaia di cretini cronici ed  intellettualmente anemici, non fanno storia. Per quanto il fenomeno non sia da sottovalutare, verrebbe da suggerire l’interdizione per questi in un campo di rieducazione. Ma ci porremmo sullo stesso piano, nello stesso infimo sottoscala. Pur tuttavia è legittimo invocare che si metta in campo quanto favorisca l’integrazione come ponte verso la più ambita “interazione”. Ora, se il web è stato la piazza degli insulti e dell’odio razziale, finalmente si comincia a prendere consapevolezza che i reati possono essere commessi anche per mezzo di esso. Infatti, l’8 aprile scorso, l’associazione neo-nazista Stormfront è stata condannata per antisemitismo. È la prima sentenza che riconosce un’associazione a delinquere via web.

Non resta che porsi con serietà l’obiettivo di varare una nuova legge sulla cittadinanza, anche come forma di deterrenza (ammesso che ne esista una contro i cretini) sul piano legale. Un passaggio doveroso, affinché tutti possano vantare eguali diritti davanti alla legge e non per la tonalità del colore della pelle né per la confessione religiosa né tanto meno per altri supposti “confini” identitari.

 

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5 Commenti finora. Sentitevi liberi di unirsi a questa conversazione.

  1. ericka aimi 3 giugno 2013 at 19:54 - Reply

    grazie ad Alfredo Fiorani per aver saputo esprimere con tanta forza e chiarezza il pensiero di molti! Grazie!!!

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