Rischi Coronarografia: controindicazioni, possibili complicanze ed effetti collaterali

Pubblicato il 26 Mag 2018 - 6:48pm di Livia Larussa

Avete in programma un appuntamento dal medico per svolgere una coronarografia? In questo caso è possibile che si faccia sentire un po’ di ansia per via delle possibili complicazioni e dei rischi in cui potreste incorrere nello svolgimento di questo importante esame. Ecco dunque che questo articolo mira a trarvi d’impaccio, esplorando con attenzione i possibili effetti collaterali che questo esame sulle arterie coronariche potrebbe comportare sul vostro organismo. Leggete con attenzione e non cedete a tentazioni ipocondriache prima del tempo. L’informazione è la migliore arma contro il panico! Cominciamo subito.

Rischi principali della Coronarografia

La coronarografia è un esame che viene fatto al fine di fare prevenzione, in altre parole, si tratta di un test che pone in essere un’indagine finalizzata a comprendere a pieno quello che è lo stato di salute delle arterie coronariche del paziente. Tuttavia, questo esame si caratterizza per un certo livello di rischio. Le arterie coronariche sono infatti quelle arterie che si ramificano partendo dall’aorta, la più grande e importante arteria del nostro corpo, e che si espandono fino a oltre la valvola aortica. Queste arterie sono due e si aprono una verso destra e ina verso sinistra e hanno l’importantissima funzione di trasportare il sangue fino al miocardio.

Non serve dunque essere laureati in medicina per comprendere la funzione cruciale che svolgono queste arterie. Proprio per questo, da una parte è vero che verificare che svolgano il loro compito in maniera ottimale è di fondamentale importanza, ma al contempo non è da escludere che tale verificapossa comportare delle complicanze da non sottovalutare vista la fondamentale importanza che non vengano compromesse durante l’esame stesso. Cosa che, paradossalmente, potrebbe accadere proprio per colpa la coronarografia.

L’ esame che si compie mediante l’utilizzo di un piccolo catetere che viene immesso in un vaso sanguigno e da lì si spinge fino a posizionarsi nella zona di interesse per il medico, vale a dire presso le coronarie stesse. Una volta lì, grazie a questo catetere è possibile porre in essere la così detta fluoroscopia, che consente di visualizzare con precisione su un monitor le modalità con cui il sangue attraversa i vasi. Altra fonte di rischio per il paziente, come vedremo a brevissimo.

Effetti collaterali e complicanze della coronarografia

Per porre in essere la coronarografia è necessario astenersi dal bere e dal mangiare per almeno 8 ore prima dell’esame. Il tutto si svolge in una sala sterile ad opera del cardiologo emodinamista, che utilizza uno strumento chiamato fluroscopio che, mediante l’emissione di raggi X proietta su uno schermo le immagini scattate dell’interno dei vasi sanguigni del paziente in tempo reale. Le stesse immagini sono poi rese leggibili con maggiore chiarezza una volta inviate su un secondo monitor dotato di maggiore definizione.

Colui che si sottopone all’esame, durante queste operazioni non è addormentato, ma in anestesia locale, così da rendere insensibili le parti del corpo toccate nel corso delle operazioni. Le operazioni che dal canto suo il medico deve svolgere sono, in primis, la realizzazione di due incisioni, la prima all’inguine all’altezza dell’arteria femorale e la seconda sul braccio, all’altezza dell’arteria radiale.

Fin da subito va quindi segnalato il rischio che si formino ematomi nelle zone soggette all’incisione. Niente di troppo grave, tuttavia è bene averlo presente per evitare di essere colti alla sprovvista, e magari impressionarsi più del dovuto.

Dopo di che si procede all’inserimento del catetere – si tratta di un apparecchio di circa due millimetri di diametro – e si monitorano le immagini che, da quel momento, vengono proiettate sullo schermo. Il catetere è da considerarsi l’effetto collaterale principale per il paziente. Il percorso che che deve porre in essere attraverso i vasi sanguigni è infatti piuttosto delicato: se qualcosa andasse storto, i vasi sanguigni potrebbero subire dei danni anche seri per via di questo corpo estraneo che viaggia al loro interno.

Una volta che il catetere raggiunge la valvola aortica e si inserisce nelle coronarie rilascia un liquido detto liquido di contrasto. È proprio tramite questo liquido che il medico è messo in condizioni di individuare eventuali problemi quali: ostruzioni, stenosi, placche e via dicendo. Terzo fattore di rischio: il liquido di contrasto potrebbe essere rigettato dall’organismodel paziente, causando reazioni allergiche anche fatali.

Infine, una volta che il medico si ritiene soddisfatto delle informazioni ottenute potrà decidere di rimuovere il catetere e porre fine all’esame o altrimenti, se lo ritenesse utile, potrà procedere con l’avvio di una terapia – si pensi all’angioplastica –. Un totale l’esame ha una durata di di trenta minuti, salvo naturalmente il verificarsi di qualche complicazione.

Coronarografia: reali rischi di questo test e le controindicazioni da tenere presenti

Sicuramente l’esame che stiamo cercando di conoscere più da vicino, non è un esame da prendere alla leggera ed è di una certa delicatezza. I possibili rischi a cui si va incontro possono derivare da più variabili: potrebbero sorgere lesioni interne nel tragitto che il catetere percorre nei vasi; potrebbero manifestarsi effetti collaterali dovuti all’esposizione ai raggi X – anche se è da dire che oggi le intensità basse che si utilizzano per svolgere i test rendono improbabili queste possibilità –; potrebbero sorgere aritmie anche gravi durante il test – l probabilità è di 4 su 1000 –.

Nei casi più sfortunati, può anche verificarsi una perforazione dell’arteria coronarica dovuta al catetere. In questo caso sarà necessario porre in essere un intervento chirurgico d’urgenza. Potrebbe formarsi un embolo – anche qui il rischio è piuttosto basso, di 1 su 1000 –. Infine il liquido di contrasto potrebbe causare reazioni allergiche anche gravi, sebbene normalmente la sostanza viene ben tollerata. Se si vuole ridurre il più possibile i rischi legati a questo test che può davvero essere di fondamentale importanza, è bene aver ben presenti i casi in cui esso è controindicato: intanto nessuno che si allergico ai composti iodatipuò svolgere la coronarografia; sicuramente lo stesso vale per le donne incinte che devo tenersi alla larga da raggi X; infine anche chi soffra di insufficienze renali potrebbe avere problemi per i tassi di tossicità del liquido di contrasto rispetto al suo specifico organismo.

In definitiva, i rischi legati a questo esame esistono, e possono essere alti, per quanto bisogna ammettere che si verifichino effettivamente con una certa rarità nei casi di pazienti sani. La chiave per svolgere la coronarografia nel modo più sicuro è quello di istaurare un dialogo il più aperto possibile con il proprio medico, senza commettere l’errore di sottovalutare anche il più apparentemente insignificante dettaglio della propria cartella clinica.

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