Esame emocromocitometrico: guida alla lettura dei valori di riferimento

Pubblicato il 31 Ott 2021 - 11:36am di Carlotta Santigli

L’emocromo o esame emocromocitometrico, pur essendo quasi impossibile da pronunciare, altro non è che un esame del sangue che avviene attraverso un comune prelievo ematico. Può essere prescritto dal nostro medico per diversi motivi, che possono essere un banale controllo o il dover fare accertamenti su alcuni sintomi che il paziente presenta durante la visita. In generale, lo scopo principale dell’esame emocromocitometrico è vedere la quantità di globuli rossi nel sangue, sebbene non sia l’unico.

L’emocromo è senza dubbio una delle analisi più comuni in ambito medico ed è molto utile se, ad esempio, si vuole capire se il paziente soffre di leucemia, per controllare la quantità di globuli bianchi, dell’emoglobina o delle piastrine se il paziente sta facendo una radioterapia o una chemioterapia. È molto utile anche prima di una qualsiasi operazione, soprattutto per escludere la presenza di un’anemia. Anche in caso di sintomi come difficoltà respiratorie, febbre alta o dolori diffusi è sempre bene sottoporsi a questo tipo di esame. Grazie all’emocromo, inoltre, si possono anche individuare eventuali emorragie interne.

Come ogni esame, anche l’emocromo ha dei risultati che vanno “decifrati”, e in questo articolo analizzeremo anche come leggere i valori di riferimento. Prima, però, andiamo a vedere in cosa consiste l’esame emocromocitometrico completo e quali sono i parametri.

Esame emocromocitometrico completo: i parametri da analizzare

Come abbiamo detto, l’emocromo serve fondamentalmente a capire quanti globuli rossi ci sono in circolo nel sangue, ma non è l’unico motivo per cui si effettua questo esame. L’esame emocromocitometrico infatti, permette anche di controllare alcuni valori molto importanti. I valori in questione sono l’ematocrito, la quantità e il volume dei globuli rossi, la percentuale di reticolociti, il contenuto e la concentrazione dell’emoglobina, la quantità dei globuli bianchi e le piastrine.

Oltre a conoscere questi valori, l’emocromo consente anche di capire in quale percentuale sono presenti, nel nostro sangue, le varie tipologie di globuli bianchi (formula leucocitaria). I vari tipi di globuli bianchi sono i linfociti, i monociti, i granulociti neutrofili, i granulociti eosinofili e i granulociti basofili.

Valori dell’esame emocromocitometrico: cosa indicano?

Abbiamo visto quali sono i parametri più importanti dell’esame emocromocitometrico. Ma cosa indica ognuno di loro? L’ematocrito indica la in quale percentuale sono presenti gli elementi nel sangue, ovvero globuli bianchi, globuli rossi e piastrine e viene calcolato dal sangue che viene prelevato al momento del prelievo. L’ematocrito viene espresso facendo un rapporto tra globuli rossi (presenti in maggiore quantità) e il volume complessivo del sangue.

Il secondo valore è rappresentato dai reticolo citi. Non sono altro che globuli rossi che non hanno ancora raggiunto il massimo livello di maturazione, e che contengono ancora per poco alcuni ribosomi, fondamentali nella cosiddetta sintesi proteica. Analizzare i reticolo citi è fondamentale per escludere, ad esempio, i casi di anemia o per monitorare lo stato del midollo osseo dopo un’operazione.

Il terzo valore è l’emoglobina. L’emoglobina è una proteina che si trova nei globuli rossi e che serve a portare ossigeno ai tessuti e, allo stesso tempo, privarli di anidride carbonica.

Le piastrine consistono, invece, in quelle parti di cellule che aiutano il sangue a coagulare, e quindi a rimarginare le ferite.

I granulociti non sono altro che cellule presenti nelle prime fasi della reazione ad una qualsiasi infiammazione; i linfociti hanno invece un ruolo fondamentale nella difesa immunitaria. Ultimi i monociti, ovvero globuli bianchi più grandi degli altri, che vengono sintetizzati nel midollo osseo.

Valori di riferimento dell’emocromo: quali sono quelli idonei

Ma quali sono i valori che un buon esame emocromocitometrico dovrebbe presentare? La situazione, sia per gli uomini che per le donne, può variare fino ad un certo punto. Se i valori non rientrano in certi parametri, purtroppo può esserci da preoccuparsi. Ecco di seguito i valori di riferimento di un esame emocromocitometrico buono e di una persona in salute, sia per quanto riguarda l’uomo che la donna.

In un buon esame emocromocitometrico, l’ematocrito (HTC) dovrebbe, per gli uomini essere intorno al 40-54%, mentre per le donne intorno al 38-47%. Gli eritrociti (RBC), invece, per gli uomini dovrebbero essere 4,6-6,2 x 10/mm3, mentre per le donne dovrebbe essere 4,2-5,4 x 10/mm3. Il volume corpuscolare medio (MCV) dovrebbe essere, negli uomini, attorno a 80-98 fL, mentre nelle donne intorno a 81-99 fL. L’ampiezza di distribuzione degli eritrociti (RDW) dovrebbe, negli uomini, essere 11,6-14,6%, mentre nelle donne 11,6-14,6%. I reticolociti totali (RET) negli uomini dovrebbero essere 10,7%, e lo stesso nelle donne. La frazione di reticolociti maturi (LFR) dovrebbe essere, negli uomini, 78%-92%, mentre nelle donne 78%-92%. La frazione di reticolociti con livello di maturazione intermedio (MFR) dovrebbe essere, negli uomini, 6%-18% e lo stesso nelle donne. La frazione di reticolociti immaturi (IRF) è, sia per gli uomini che per le donne, 0,7%. La concentrazione di emoglobina (Hb) negli uomini dovrebbe essere 13,5-18 g/dL, mentre nelle donne 12-16 g/dL. L’emoglobina corpuscolare media (MCH) è 26-32 pg sia negli uomini che nelle donne. La concentrazione emoglobinica corpuscolare media (MCHC) è, sia negli uomini che nelle donne, 32-36%. I leucociti (WBC) dovrebbero essere, sia per gli uomini che per le donne, 4,5-8,5 x 103. I neutrofili (NEUT) sono, sia per gli uomini che per le donne, 3,18 x 103/μL. I basofili (BASO) sono, sia per gli uomini che per le donne, 0,02 x 103/μL. Gli eosinofili (EOS) sono, sia per gli uomini che per le donne, 0,07 x 103/μL. I monociti (MONO) sono, sia per gli uomini che per le donne, 0,33 x 103/μL. I linfociti (LINF) sono, sia per gli uomini che per le donne, 1,65 x 103/μL.

Se ci si accorge che i propri valori non corrispondono a quelli elencati sopra, bisogna sempre rivolgersi al proprio medico per escludere la presenza di eventuali malattie. Tuttavia, volte non è grave avere alcuni valori sballati come un ematocrito alto, che ad esempio può indicare una semplice influenza intestinale, che di solito fa espellere dal corpo molti liquidi in poco tempo. Se, al contrario, l’ematocrito è basso, può esserci il rischio di malattie come leucemia, anemia, insufficienza renale o trombocitopenia.

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