Finanziamenti Regione Puglia 2018: prestiti a fondo perduto per start up agricoltura e turismo

Pubblicato il 11 Dic 2017 - 12:33pm di Ubaldo Cricchi

Avviare o mantenere una propria attività può essere molto difficile: per fortuna in alcuni casi è possibile beneficiare degli aiuti che arrivano da enti regionali, nazionali o comunitari; in questa occasione faremo riferimento a finanziamenti nella Regione Puglia disponibili per il 2018: tra le varie agevolazioni ci sono anche prestiti a fondo perduto per start up operanti nei settori dell’agricoltura, del turismo e non solo.

Prestiti a fondo perduto e contributi: i finanziamenti della Regione Puglia 2018

Per approfondire il discorso il punto di partenza può essere il portale sistema.puglia.it, il sito ufficiale dell’area politiche per lo sviluppo economico, il lavoro e l’innovazione tecnologica della regione Puglia: tra queste pagine web è possibile trovare tutte le informazioni relative ai finanziamenti nella Regione Puglia e la modulistica necessaria per farne richiesta; andiamo a vedere quali soluzioni sono presenti tra i bandi in corso.

Misura MicroPrestito d’impresa

Tramite questo strumento la Regione Puglia fornisce finanziamenti alle micro imprese del territorio che intendono realizzare nuovi investimenti o devono sostenere spese di gestione. L’obiettivo è quello di dare un aiuto alle imprese che non hanno i requisiti finanziari e patrimoniali necessari per accedere al credito tramite il tradizionale canale bancario. Possono richiedere un finanziamento le imprese che al momento della presentazione della domanda possiedono i seguenti requisiti:

  • hanno emesso la prima fattura almeno sei mesi prima di presentare la domanda preliminare di finanziamento (almeno 24 mesi prima per le imprese attive nel settore commercio, che devono avere un fatturato di almeno 60.000 euro nel corso dell’ultimo anno);
  • hanno almento 10 dipendenti e non sono partecipate per la maggioranza;
  • hanno la forma giuridica di ditta individuale, società cooperativa con non più di 10 soci, società in accomandita semplice, società in nome collettivo, associazione di professionisti o società a responsabilità limitata;
  • sono “non bancabili”, quindi negli ultimi 12 mesi non hanno una liquidità superiore ai 50.000 euro, non sono state proprietarie di macchinari o immobili per valori superiori a 200.000 euro, non hanno fatturato più di 240.000 euro e non hanno beneficiato di finanziamenti superiori ai 30.000 euro.

Si possono ottenere importi tra i 5.000 e i 25.000 euro, con durata massima di 60 mesi (più 6 mesi di preammortamento); il tasso d’interesse è fisso ed è pari al 70% del tasso di riferimento UE.

NIDI, Nuove Iniziative d’Impresa nella Regione Puglia

Si tratta di una forma di aiuto per chi vuole avviare una nuova impresa tramite un finanziamento a fondo perduto e un prestito rimborsabile; l’obiettivo è quello di agevolare l’autoimpiego di quelle persone che hanno difficoltà ad accedere al mondo del lavoro. Può fare richiesta chi vuole avviare una nuova impresa o chi ne ha costituita una da meno di sei mesi ed inattiva; l’impresa deve essere partecipata per almeno la metà (di capitale e di soci) da soggetti he appartengono ad almeno una di queste categorie:

  • giovani tra i 18 e i 35 anni;
  • donne di almeno 18 anni;
  • disoccupati che non hanno rapporti di lavoro subordinato da più di tre mesi;
  • persone che stanno per perdere il loro posto di lavoro;
  • lavoratori precari con partita IVA con fatturati inferiori a 30.000 euro e con massimo 2 committenti.

Sono esclusi i pensionati, i dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, gli amministratori delle imprese (anche inattive) e le partite IVA. La nuova impresa deve prevedere almeno 10 addetti e avere la forma giuridica di ditta individuale, Snc, Sas, società cooperativa con meno di dieci soci, Srl o associazione di professionisti.

Le start up che vogliono richiedere il finanziamento devono essere operanti in attività manifatturiere, costruzioni ed edilizia, riparazioni di auto e moto, affittacamere e b&b, ristorazione con cucina con sede fissa o mobile, servizi di comunicazione e informazione, attività professionali, tecniche e scientifiche, agenzie di viaggio, supporto alle imprese, istruzione, attività sportive, artistiche, di divertimento e intrattenimento, sanità e assistenza sociale non residenziale, traslochi, magazzinaggio, servizi postali e di corriere, commercio elettronico, attività di servizi per la persona.

Se le somme richieste non sono superiori ai 50.000 euro, l’agevolazione è pari al 100% con metà a fondo perduto e metà con prestito rimborsabile; tra i 50.000 e i 100.000 euro l’agevolazione è pari al 90%; tra i 100.000 ei 150.000 l’agevolazione è pari all’80%. Per le spese di gestione dei primi sei mesi è prevista l’erogazione di un contributo di 10.000 euro. Per avviare l’impresa bisogna avere la disponibilità di un certo capitale: per investimenti fino a 50.000 euro si deve disporre del 22% per l’anticipo dell’IVA, per investimenti tra 50.000 e 100.000 bisogna disporre del 32% e per finanziamenti oltre i 100.000 euro bisogna disporre del 42%.

Aiuti agli investimenti delle Piccole e Medie Imprese

Sono agevolazioni destinate a microimprese (meno di 10 persone occupate, con un fatturato o totale di bilancio annuo inferiore ai 2 milioni di euro), imprese piccole (massimo 50 occupati, fatturato o totale di bilancio annuo massimo di 10 milioni di euro) e imprese medie (fino a 250 occupati, con fatturato massimo di 50 milioni di euro o con totale di bilancio annuo massimo di 43 milioni di euro). L’obiettivo è quello di favorire lo sviluppo delle PMI rendendo più semplice il loro accesso al credito. Gli investimenti ammissibili devono essere di importo superiore ai 30.000 euro e devono essere mirati alla creazione di una nuova unità produttiva o all’ampliamento di una già esistente, alla diversificazione della produzione o al cambiamento fondamentale del processo di produzione.

L’agevolazione è valida anche per le PMI del settore turistico e alberghiero; in questo caso sono ammissibili le spese per l’acquisto del suolo aziendale e della sua sistemazione, le opere murarie, l’acquisto di impianti, macchinari e attrezzature varie, il miglioramento delle misure di prevenzione dei rischi, sicurezza e salute sul luogo di lavoro, progettazioni ingegneristica e di direzione dei lavori, acquisto di programmi informatici. L’intensità di aiuto massima è del 35% per le medie imprese e del 45% per le imprese piccole e micro.

PIA – Progammi Integrati di Agevolazione per Piccole Imprese, Medie Imprese e Turismo

Sono programmi destinati alle piccole e medie imprese che intendono realizzare nuove attività produttive, ampliare quelle esistenti, diversificare la produzione o cambiare il processo produttivo e che operano nelle attività manifatturiere che appartengono alla sezione C della classificazione Ateco (industria del tabacco, fabbricazione di coke e di prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio, siderurgia, fabbricazione di tubi e profilati in acciaio, cantieri navali, fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali, riparazione e manutenzione di navi e imbarcazioni, fabbricazione di emulsioni di bitume, catrame e leganti ad uso stradale).

Esistono programmi destinati anche alle piccole, medie e grandi imprese che intendono realizzare investimenti in nuove attività turistico-alberghiere con il recupero di strutture non ultimate, l’ampliamento o la ristrutturazione di strutture turistico-alberghiere esistenti, la realizzazione di nuove strutture con almeno 7 camere tramite il restauro e il consolidamento di immobili di interesse storico e artistico, il consolidamento e il restauro di edifici rurali, trulli, torri, fortificazioni o masserie per la loro trasformazione in strutture alberghiere con almeno 7 camere, la realizzazione di interventi per migliorare l’offerta turistica al fine di destagionalizzare i flussi turistici.

Resto al Sud e altre agevolazioni

Tra i finanziamenti nella Regione Puglia rientrano anche quelli del programma Resto al Sud, destinati ai giovani tra 18 e 35 anni che negli ultimi tre anni non hanno già beneficiato di altri aiuti per l’autoimprenditorialità. Possono accedere all’agevolazione le imprese (anche se ancora da costituire) che non dispongono di mezzi propri e vogliono avviare un’attività nella produzione dei beni nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato, dell’industria o nella fornitura di servizi. L’agevolazione, che può essere richiesta fino al 31/12/2017, consente di ottenere finanziamenti fino a 40.000 euro, parte dei quali a fondo perduto (il 35%) e parte sotto forma di prestito a tasso zero. Il progetto di investimento deve prevedere una spessa minima di 50.000 euro. Fino al 23/02/2018 è possibile fare domanda per i contributi a fondo perduto per la valorizzazione dei terreni agricoli incolti (Bando Terre Colte), creati per finanziare le spese per la valorizzazione dei terreni incolti da convertire in attività economico-imprenditoriale.

Info sull'Autore

Sardo trapiantato in Umbria, bachelor in informatica, sono un web designer e articolista. Convinto oppositore della scrittura in stile SMS, adoro gli animali e la musica.

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