Hillary Clinton, biografia del favorito presidente USA 2017: chi è e cosa fa, programma e notizie

Pubblicato il 13 Ott 2016 - 4:29pm di Lorenzo D'Ilario

Nata a Chicago il 26 ottobre 1947, in caso di vittoria alle prossime elezioni Hillary Clinton sarebbe il primo presidente donna degli Stati Uniti d’America.

Biografia di Hillary Clinton

Nel 1969 ha conseguito la laurea in Scienze Politiche presso il Wellesley College del Massachusetts. In seguito ha proseguito gli studi allacelebreYale School of Law, dove si è specializzata in pedagogia e medicina ed ha ottenuto l’abilitazione all’esercizio della professione legale con una tesi sui diritti dei minori.

Prima di dedicarsi completamente all’attività politica, ha esercitato la professione di avvocato ed ha insegnato diritto penale. Si è ben distinta nel corso della sua carriera forense al punto tale da raggiungere un prestigioso traguardo: è stata la prima donna ad entrare a far parte della “Rose Law Firm”, uno dei più importanti studi legali dell’Arkansas, nonché uno dei più antichi degli Stati Uniti. Inoltre diversi consigli d’amministrazione si sono serviti della sua competenza e professionalità, come quelli delle grandi multinazionali Walmart e Lafarge.

Nel 1975 è convolata a nozze con Bill Clinton, futuro presidente degli Stati Uniti d’America dal 1993 al 2011, acquisendo grande notorietà in tutto il mondo in qualità di “first lady”. Il passaggio dallo status di first lady a quello di senatrice fu breve. Nel 2000 ha trionfato nello Stato di New York nelle elezioni del Senato degli Stati Uniti, diventando sempre più “donna dei primati”: per la prima volta la moglie di un presidente in carica si ritrovava a ricoprire una carica elettiva.

Dopo otto anni di permanenza al Congresso, in previsione delle elezioni presidenziali del 2008, ha deciso di concorrere alle primarie del Partito Democratico, venendo sconfitta a sorpresa dal senatore Barack Obama. Tuttavia anche in quest’occasione si è distinta per un primato singolare: Obama risultò vincitore soltanto grazie al complesso meccanismo elettorale dei delegati e la Clinton conquistò quasi 18 milioni di voti popolari, un vero e proprio record nella storia delle primarie statunitensi. Dopo la sconfitta si è messa a totale disposizione per la campagna elettorale di Obama, che ha ricambiato la stima affidandole le funzioni di Segretario di Stato dal gennaio del 2009 al febbraio del 2013. Al termine del primo mandato di Obama, la Clinton ha deciso di rinunciare all’incarico, venendo sostituita da John Kerry.

In realtà aveva soltanto bisogno del tempo necessario per ricaricare le batterie e riunire le forze in vista del raggiungimento del sogno di una vita: la candidatura alla Casa Bianca. Così nel giugno del 2016 ha partecipato di nuovo alle primarie del Partito Democratico e si è imposta in maniera schiacciante sul rivale Bernie Sanders, diventando la prima donna della storia a concorrere per la Casa Bianca in rappresentanza di uno dei due maggiori partiti degli Stati Uniti.

Di seguito i punti principali del programma elettorale di Hillary Clinton, la candidata del Partito Democratico che sfiderà il repubblicano Donald Trump per la corsa alla Casa Bianca il prossimo 8 novembre.

Economia e tasse

Per rafforzare l’economia americana è necessario da una parte investire nelle infrastrutture, nel campo dell’energia rinnovabile e nella ricerca scientifica e medica, dall’altra tagliare le tasse ed alleviare la pressione fiscale. Inoltre la Clinton intende incentivare il più possibile lo “small business”: occorre venire incontroai piccoli imprenditori, riducendo al minimo la burocrazia e semplificando l’accesso al capitale, dal momento che le piccole imprese sono un’ottima fucina di nuovi posti di lavoro. Last butnotleast, una maggiore uguaglianza tra uomini e donne andrebbe garantita in materia di retribuzioni.

Immigrazione

La riforma dell’immigrazione è un motore di crescita fondamentale perché l’ingresso di milioni di persone nell’economia formale potrebbe portare ad un aumento del PIL stimato in addirittura 700mila milioni di dollari nel giro di dieci anni. Al tempo stesso, oltre a proteggere i diritti degli immigrati, bisogna difendere il diritto di voto di ogni americano.

Energia

Nonostante il ricorso alle fonti fossili in alcune aree continui ad essere necessario e l’energia nucleare non possa essere completamente trascurata, le fonti rinnovabili rappresentano il futuro e a queste bisogna puntare con convinzione. Tra gli obiettivi figurano il soddisfacimento del fabbisogno elettrico delle famiglie americane interamente con energia “pulita” e l’aumento del 30% dell’efficienza degli edifici pubblici e residenziali. Sono inoltre previste agevolazioni a Stati, città e comunità che promuovono le energie rinnovabili.

Politica estera

Gli unici punti in comune con il repubblicano Trump sono la necessità di nuove sanzioni verso l’Iran per contrastarne la politica nucleare e la lotta allo Stato Islamico, che andrebbe annientato anche attraverso un’offensiva di intelligence di raccolta dati. Per il resto nessuna apertura alla Russia e pieno sostegno ad Israele, in contrapposizione alla politica a tratti filo-palestinese dell’amministrazione Obama.

Politica interna

Due punti chiave sono quello di rendere più complicato l’acquisto di armi e la continuità con l’amministrazione Obama sul riconoscimento dei diritti civili.

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