Imposimato accusa Andreotti

Pubblicato il 10 Mag 2013 - 9:36pm di Redazione

Imposimato: “Andreotti impedì il blitz per liberare Moro

Il giudice Ferdinando Imposimato ha raccontato una storia clamorosa che sconvolge tutto quello che si credeva di sapere ufficialmente in merito alle responsabilità relative all’uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse. Secondo Imposimato, infatti, Moro poteva essere salvato senza bisogno di trattativa: un blitz delle forze dell’ordine stava per scattare al fine di liberare il leader DC nel covo di via Montalcini, ma venne fermato per volontà di Giulio Andreotti, allora presidente del consiglio, e di Francesco Cossiga, ministro dell’interno.

ImposimatoUna  storia sconvolgente raccontata da Imposimato, prima a Porta a Porta e poi alla presentazione del suo libro e, quindi, nel libro stesso ora in vendita sul caso Moro. Eppure Bruno Vespa, dopo aver ascoltato la tesi, fondata su testimonianze e documenti, avanzata dal giudice nel suo salotto, lo ha letteralmente tacitato, impedendogli di spiegare in dettaglio una questione che avrebbe dovuto entusiasmare un giornalista degno di questo nome. Ma Vespa ha ignorato senza ragione gli argomenti e la solida documentazione di Imposimato, comportandosi come la scimmietta che si copre bocca e orecchie e giungendo sin quasi a trattare Imposimato da ‘pallonaro‘.

E la grande stampa, seguendo la strada tracciata da Vespa, ha letteralmente fatto finta di niente, malgrado la notizia fosse stata rilanciata anche dall’agenzia Ansa. Eppure la rivelazione di Imposimato è travolgente : furono Giulio Andreotti e Francesco Cossiga a decidere di sacrificare Aldo Moro impedendo un blitz coordinato di antiterrorismo, polizia e guardia di finanza per liberarlo nel covo in via Montalcini dove, appena quattro giorni dopo il sequestro, avevano già impiantato una base operativa. Secondo Imposimato – non una persona qualsiasi ma il giudice istruttore di tre processi sul sequestro e sull’uccisione dello statista democristiano – mentre il blitz stava per scattare giunse dal ministero dell’interno l’ordine di fermare tutto.

Nel presentare il suo libro ‘I 55 giorni che hanno cambiato l’Italia‘, Imposimato, parlando con i giornalisti ha accusato senza mezzi termini Andreotti e Cossiga di essere stati “i carnefici di Aldo Moro”. «La morte di Moro – ha spiegato – venne decisa in Italia da due Italiani: Andreotti e Cossiga» i quali «impedirono il blitz in via Montalcini malgrado le forze dell’ordine avessero monitorato per settimane il covo con l’ausilio di telecamere e la collaborazione di agenti inglesi e tedeschi, e si stessero preparando a intervenire sotto il comando del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e del questore Santilli». Secondo Imposimato, Andreotti e Cossiga impedirono così la liberazione di Moro «favorendo la sua uccisione da parte delle BR, perchè volevano la sua morte».

Lo ‘stop‘ imposto da Andreotti e Cossiga all’intervento armato avrebbe, secondo Imposimato provocato grande rabbia e sconcerto tra gli esponenti del gruppo interforze che si preparava all’azione. Ora, i dubbi possono esserci sulla tesi di Imposimato, le sue affermazioni vanno verificate, ma non si può accettare una vera e propria censura informativa a livello nazionale su un tema così importante. È  sospetto comune da sempre che sia stato Andreotti, insieme a Cossiga, a non volere la liberazione di Moro. E Andreotti, prima e dopo il ritrovamento del corpo dello statista, riuscì a impostare surretiziamente il dibattito su ‘trattativa si, trattativa no‘, quando il punto, secondo Imposimato, era un altro: MORO POTEVA ESSERE SALVATO SENZA TRATTATIVA.

A quello che ‘tutti sospettavanoImposimato porta oggi il sostegno di testimonianze e prove documentarie, frutto di una ricerca che dura da anni e che va presa in seria considerazione, sia pure con le dovute cautele. Ma la risposta di tv e grande stampa è stata invece una chiusura informativa totale, peraltro coincisa, oltre che con la morte dell’attore principale, Andreotti, e gli incensi di rito, con l’anniversario dell’uccisione di Moro celebrata dalle istituzioni. Un silenzio informativo sospetto poiché, a prescindere dal materiale probatorio fornito da Imposimato, dovrebbe essere abbastanza semplice, partendo dalle sue asserzioni, stabilire se effettivamente già pochi giorni dopo il sequestro, polizia, carabinieri e guardia di finanza avessero trovato effettivamente il nascondiglio di Moro e stabilito addirittura una base operativa nello stesso edificio.

COME MAI A NESSUNO INTERESSA APPURARE LA VERITA’?


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6 Commenti finora. Sentitevi liberi di unirsi a questa conversazione.

  1. Nikita Melkygestioneappaltinime 11 maggio 2013 at 18:44 - Reply

    Questa storia si sospetta ( e di più ….) da anni…..ma perché ci si “meraviglia” adesso che son morti Cossiga e andreotti……. Ed altri che son vivi e tacciono….come la trattativa stato-mafia e le stragi “di stato” ??? Ma che cazzo di Italia democratica e di “toghe rosse” e’ questa ????!!!!

  2. CDD Comitato Difendiamo 11 maggio 2013 at 22:13 - Reply

    La vecchia GLADIO parlando dei “morti ” .. la nuova GLADIO … non parlando dei vivi e delle denunce documentate di Paolo Ferraro . Imposimato non credi che il tuo silenzio a riguardo, la mancata presa di posizione sulle vicende “attuali ” degli ultimi dieci anni e il mancato sostegno a Paolo Ferraro abbiano raggiunto il livello di guardia della TUA NON CREDIBILITA’ ?!?! Attendiamo una tua presa di posizione UFFICIALE e definitiva. Pensiamo sia venuto il momento di una presa di posizione “esternata ” da parte di FERDINANDO IMPOSIMATO e che IL SILENZIO proseguito sarebbe un INDICATORE grave .. E questo è rivolto a tutti i “fans” in particolare .. abbraccio https://www.facebook.com/events/262104147266621/

    • Una cittadina qualunque 2 giugno 2013 at 19:41 - Reply

      La famosa toga rossa Imposimato non brilla certo per coerenza,basta pensare al suo impegno politico da una parte e i suoi richiami ai colleghi Di Pietro ed Ingroia dall’astenersi dal fare politica per l’onore della magistratura tutta; con quella bocca cioè, può dire ciò che vuole.Ovviamente non gli crediamo.

  3. Giuseppe Parascandolo 16 maggio 2013 at 13:29 - Reply

    Una mia amica gia’ conosceva queste affermazioni di Imposimato da appena qualche mese dopo il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro.
    Un maresciallo, non ricordo bene di quale corpo, amico di famiglia della mia amica, aveva rivelato che appunto, individuato il covo delle BR dove era stato segregato Aldo Moro, ormai pronti a irrompervi per la liberazione dello stesso presidnte DC, furono,, immediatamente bloccati per ordine superiore.
    Stiamo parlando del racconto del maresciallo verso la fine del 1978!!!

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