Investimenti e Coronavirus 2020: azioni migliori e peggiori da comprare e vendere, consigli e previsioni di Borsa

Pubblicato il 20 Mar 2020 - 4:18pm di Ubaldo Cricchi

Investimenti e coronavirus: questo è un argomento abbastanza difficile e delicato da trattare. Com’è giusto che sia il primo pensiero va a tutte le persone che in questo periodo stanno soffrendo, ma chi riesce a mantenere la mente un po’ più lucida non può non accorgersi degli effetti che questa pandemia sta avendo sull’economia e sulla finanza. Cerchiamo di capire cosa sta accadendo e vediamo quali sono le previsioni di Borsa, in modo da individuare, anche tramite il parere e i consigli degli esperti, quali sono le azioni migliori e peggiori da comprare e da vendere.

Investimenti e coronavirus: lo scenario del primo trimestre 2020

Stiamo attraversando un periodo davvero difficile, il Paese è bloccato dalle misure restrittive (a proposito, restate a casa!) in attesa di capire quando questa situazione a dir poco particolare potrà essere lasciata alle spalle. L’Italia in questo momento si trova nell’occhio del ciclone, ma il coronavirus è un problema che riguarda tutti e che sta già lasciando segni importanti non solo nella vita di tutti i giorni, ma anche nel mondo dell’economia e della finanza. In Borsa il mercato azionario sta attraversando un periodo di oscillazioni selvagge tra tonfi incredibili e più o meno timidi segnali di ripresa intermittenti. Le piazze europee, nonostante la scossa positiva arrivata con l’annuncio del Pandemic Bazooka da parte della Bce, fanno fatica a recuperare terreno e la volatilità resta altissima, ma nel resto del mondo le cose non vanno molto meglio. Solo una settimana fa (più precisamente il 12 marzo) Wall Street ha subito il suo peggior crollo dai tempi del Black Monday del 1987.

L’ormai tristemente noto Covid-19 sta stritolando l’economia mondiale come solo la crisi del 2007 era riuscita a fare, e non abbiamo ancora un’idea chiara se le conseguenze saranno più o meno gravi. La crisi del decennio scorso, dicono gli esperti, è nata dalle profonde difficoltà attraversate dalla finanza statunitense; stavolta abbiamo a che fare con qualcosa di diverso: da una parte la pandemia e dall’altra quella che è già stata definita infodemia, ovvero l’eccesso di informazioni (molte delle quali non accurate) che non fanno altro che alimentare preoccupazioni su preoccupazioni (e panico) su scala planetaria. Sarebbe proprio l’infodemia a trasformare, tramite uno scossone alla fiducia generale, quella che è a tutti gli effetti una enorme crisi sanitaria in una profonda crisi finanziaria. Il dubbio più grande riguarda la durata di questa situazione: se l’epidemia dovesse durare pochi mesi, gli effetti sull’economia potrebbero rivelarsi solo temporanei, ma se le cose si prolungano si potrebbe andare incontro ad una recessione globale.

Al momento non è possibile avere dati certi su quella che potrà essere la durata dell’emergenza e, di conseguenza, della crisi: di sicuro in questo momento c’è uno stretta correlazione tra investimenti e coronavirus. I principali broker e i grandi nomi della finanza danno per scontato una rapida diffusione del virus nel Vecchio Continente e negli Stati Uniti: gli effetti di queste previsioni si sono fatti subito notare anche nelle Borse, con le quotazioni delle banche francesi e tedesche che il 9 marzo hanno subito un crollo superiore a quello degli istituti italiani. Mentre scriviamo questo articolo si legge che l’indice di fiducia tedesco ha subito un crollo, tornando ai livelli del 2009: il rallentamento dell’economia europea causata dall’impatto della pandemia è uno spettro che fa davvero paura. Come detto, qualche timido segnale di risveglio è arrivato dopo l’annuncio del grande programma di acquisti di emergenza annunciato dalla Bce (si parla di 750 miliardi di euro), ma la volatilità continua a farla da padrona, con il petrolio che rimbalza dopo il tonfo che l’ha portato a toccare i suoi minimi degli ultimi 18 anni.

Quali sono le migliori azioni da comprare?

Uno scenario davvero complicato che rende molto difficile parlare di investimenti e coronavirus; eppure in questo momento di oscillazioni incontrollabili gli esperti hanno individuato alcune società che potrebbero trarre vantaggio da quella che è l’economia ai tempi del Covid-19. Gli analisti hanno pensato a quali sono i settori che possono andare più forte in un periodo come questo, considerando anche le esigenze delle persone, costrette a restare a casa. A livello mondiale quindi sono state individuate quelli che potrebbero essere i titoli che offrono le più interessanti opportunità per gli investitori. Di seguito vediamo quali sono le migliori azioni selezionate dagli esperti di Morningstar, Raymond James e Bespoke Investment Group.

I titoli delle società del settore dell’assistenza sanitaria

Nel campo dell’assistenza sanitaria sono state segnalate le azioni di Gilead Sciences (GILD), che ha risposto subito all’emergenza individuando in un farmaco che era stato sviluppato per contrastare l’ebola e che sembra aver dato risultati promettenti anche contro il coronavirus. Altro nome in vista di questo settore è quello della Clorox (CLX) ed il motivo è semplice: si tratta di un’azienda che produce salviette disinfettanti, un articolo sempre più richiesto in questo periodo; i prodotti per la pulizia in genere sono sempre più richiesti, ma la Clorox in un mese ha guadagnato più del 4% e il titolo sembra destinto a crescere anche in ottica di lungo periodo. Il terzetto delle azioni consigliate per quanto riguarda questo particolare settore è completato dal titolo della Teladoc (TDOC), un’azienda specializzata in servizi di assistenza sanitaria virtuale, che rende più semplici le visite di medici digitali per pazienti a distanza.

Le opportunità che arrivano dall’economia del lavoro da casa

Alto settore da monitorare è quello dell’economia del lavoro da casa: nelle ultime settimane abbiamo spesso sentito parlare di smart working (ormai il termine lavoro agile sembra essere stata dimenticato) e questo è un fattore che gli investitori non possono sottovalutare. Considerando quindi che sempre più lavoratori dipendenti sono e saranno costretti a lavorare dalle loro abitazioni, gli analisti segnalano le azioni della Slack Technologies (WORK). Sempre per lo stesso motivo è facile prevedere un aumento dell’utilizzo dei servizi di teleconferenza: sono da tenere d’occhio le azioni della Zoom Video Communication (ZM), che si è già messa in luce nell’ultimo mese con un bel +12%. Gli esperti dicono che la Citrix System (CTXS) potrebbe ottenere dei benefici anche se l’epidemia si dovesse prolungare: si tratta di una società di software di cloud computing.

La gente sta a casa: quali azioni ne beneficiano?

Ma la gente costretta a stare in casa non lavora soltanto e cerca sempre nuovi modi per passare il tempo: ed ecco che le azioni Netlix (NFLX), così come quelle di altre società che offrono servizi in streaming vanno tenute ancora di più in considerazione, esattamente come quelle dell aziende che producono attrezzi con cui è possibile allenarsi in casa; l’impossibilità di andare in palestra o di andare a fare una corsetta all’aperto ha fatto crescere la richiesta di tapis roulant, cyclette e così via: gli analisti consigliano di seguire con attenzione il titolo della Peloton (PTON). Le azioni delle grandi compagnie telefoniche in questo momento si possono rivelare un rifugio abbastanza sicuro; al momento hanno un prezzo decisamente interessante: vengono consigliati colossi come Verizon (VZ) e AT&T (T). Un altro modo per passare il tempo in casa è giocare ai videogames: il settore sta toccando nuovi record e gli esperti segnalano aziende come Electronic Arts (EA), Activision Blizzard (ATVI) e Take Two Interactive (TTWO); è un mercato che va seguito con attenzione anche per la crescita degli e-sports: visto che le discipline “reali” sono al momento sospese, le luci della ribalta si stanno spostando sempre di più (e con un ottimo successo) sulle loro versioni virtuali.

I colossi del commercio online e i beni di consumo

Purtroppo molte attività commerciali si trovano in enorme difficoltà, mentre le persone si affidano sempre di più agli acquisti online, in modo da farsi recapitare la merce direttamente a casa senza dover uscire; questo significa che le azioni Amazon (AMZN) in questo momento sono ancor più consigliate del solito; Alibaba (BABA) potrebbe essere un’altra valida opzione per quanto riguarda il settore e-commerce. Un’altra cosa che abbiamo notato quando sono state annunciate le misure restrittive è stata la corsa ai supermercati: i prodotti più gettonati sono quelli a lunga conservazione e lo scatolame, quindi gli esperti di oltre oceano menzionano Hormel (HRL) e Campbell Soup (CPB). La Protector & Gamble (PG) e la Johnson & Johnson (JNJ) sono aziende specializzate in prodotti farmaceutici e prodotti di consumo, categorie che beneficiano di una crescita della domanda in periodi particolari come questo.

Conviene investire nel settore energetico e in quello finanziario?

Conviene investire nelle azioni del settore energetico? Qui ci sono parecchi dubbi: ci sarà un inevitabile calo dei consumi legato alla chiusura delle attività produttive e di quelle commerciali, però è vero che si dovrebbe registrare un aumento del consumo domestico, visto che le persone devono trascorrere l’intera giornata tra le mura di casa. Anche sul settore finanziario e bancario bisogna andarci molto cauti: è un settore particolarmente esposto in momenti come questi, però c’è una nicchia che merita di essere seguita, ovvero quella dei pagamenti online; qualche riga fa abbiamo detto che con la segregazione in casa gli acquisti online sono destinati ad aumentare, con conseguente incremento dell’utilizzo proprio dei sistemi di pagamento online: occhio dunque anche a titoli come quelli di Mastercard o di Visa.

Investimenti e coronavirus: i consigli degli analisti

Investimenti e coronavirus: da una parte, come abbiamo visto, è possibile trovare delle interessanti opportunità, ma dall’altra il pericolo di veder sfumare i propri risparmi non è poi così remoto. Situazioni di questo tipo possono scatenare il panico tra gli investitori e i più esperti ormai hanno capito che le emozioni, se non vengono gestite nel modo corretto, rischiano di far commettere dei brutti errori. Calma e sangue freddo: ci vuole lucidità per capire se è il momento di vendere i titoli che si hanno e di comprarne altri oppure se sia il caso di rivedere il profilo di rischio del proprio portafoglio. Le risposte ovviamente non sono così facili da trovare, però gli esperti hanno dato dei consigli e delle regole per mantenere una corretta asset allocation anche quando si verificano delle condizioni straordinarie come quelle che stiamo attraversando in questi giorni.

La prima regola, lo abbiamo accennato prima, è quella di non prendere decisioni affrettate spinte dall’emotività: il panico degli investitori non è altro benzina che viene buttata sul fuoco dei mercati, alimentando la volatilità. Per costruire un portafoglio efficiente bisogna:

  • Avere una buona diversificazione, sia per strumento che per settore e area geografica. Chiaramente la scelta della composizione del portafoglio è strettamente legata al grado di rischio che l’investitore è disposto a sopportare: ogni soggetto ha i suoi limiti ed è impossibile dare una ricetta valida per tutti; la statistica comunque offre gli strumenti giusti per capire quale può essere la giusta combinazione per cercare di limitare i rischi a cui può andare incontro il portafoglio.
  • Non dimenticare che il portafoglio viene costruito con un obiettivo di lungo periodo; gli shock come quello attuale hanno effetti devastanti sui mercati, con tonfi clamorosi ed altrettanto violente illusioni di recupero; per gli investitori di lungo periodo il tempo diventa una variabile a favore perché il portafoglio ha modo di metabolizzare lo shock ed eventualmente beneficiare della correzione per trovare nuove opportunità (che siano però sempre coerenti con il proprio profilo di rischio).

È possibile fare delle previsioni sull’andamento della Borsa?

Fare previsioni sui movimenti di mercato di breve termine è davvero un’impresa troppo difficile, quasi impossibile. Gli esperti però stanno cercando di capire quale potrebbe essere l’evoluzione della situazione nel lungo periodo e quali potrebbero essere gli effetti del coronavirus sui mercati in un’ottica temporale più ampia. Attualmente stiamo assistendo ad un netto deterioramento del quadro economico complessivo; questa situazione durerà per lo meno per tutto il primo trimestre del 2002, con effetti che si ripercuoteranno anche nel secondo trimestre; tra le ragioni vanno inserite la debolezza della crescita del commercio a livello mondiale e il calo della produzione dell’attività manifatturiera e delle industrie; A giugno si potrebbe vedere un po’ di luce, un vero inizio di ripresa che dovrebbe diventare più evidente nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno.

Gli analisti vedono qualche aspetto rassicurante per quanto riguarda gli effetti sul mercato azionario: prevedono una correzione intorno al 10/15% (quindi la metà sarebbe già avvenuta, ma ci sono esperti che fanno previsioni ben più pessimistiche, e l’atualità sembra dargli ragione), ma si tratterebbe di un impatto temporaneo, anche se sulla sua durata è davvero difficile esprimersi; dipende da due fattori: il primo è, ovviamente, la diffusione del virus, mentre il secondo è la reazione delle istituzioni (ovvero i provvedimenti che verranno adottati per contrastare l’epidemia e i suoi effetti). Sul primo fattore è difficile fare calcoli, mentre sul secondo è facile prevedere che prima o poi le istituzioni (banche centrali comprese) metteranno in atto delle misure eccezionali per sostenere l’economia. Ma gli effetti di questo si potranno vedere solo dopo la prima ondata di tensione, che è quella che stiamo attraversando ora.

Titoli di qualità e beni rifugio

Nel breve termine quindi la volatilità sarà protagonista. E in uno scenario del genere i grandi gestori puntano sui titoli di qualità, anche su quelli il cui prezzo è sceso notevolmente, con l’obiettivo di trarre un vantaggio in ottica di medio termine. La trasformazione dell’epidemia in pandemia non è solo un cambio di parole: gli effetti sull’economia globale sono stati evidenti e per molti nomi importanti della finanza è arrivato il momento di ritoccare verso il basso il livello di rischio del portafoglio; si tratta di una manovra tattica importante in attesa di avere maggiori informazioni che permettano di capire quale potrebbe essere l’effetto delle misure delle autorità sia sul fronte del contenimento dei contagi che su quello degli aiuti all’economia.

Per chi vuole sentirsi ancora più sicuro rimane sempre valida l’opzione rappresentata dai beni rifugio; ovviamente si pensa subito all’oro, ma vanno presi in considerazione altri asset che hanno dimostrato di offrire una buona protezione nelle fasi di maggiore tensione, come ad esempio lo yen e le posizioni lunghe sui tassi di interesse americani. Per quanto riguarda le valute gli occhi sono puntati sul dollaro USA: il biglietto verde si è dimostrato forte fin dai primi momenti della crisi legata al coronavirus e che ancora oggi continua a rafforzarsi sulle altre valute e a dominare i mercati (la sterlina in questi giorni ha toccato i suoi minimi degli ultimi 35 anni nei confronti del dollaro); il motivo però non va visto nella distanza degli Stati Uniti dalla “zona rossa” (anche lì iniziano a prendere seri provvedimenti), ma nella chiusura dell’economia a stelle e strisce rispetto all’Eurozona che garantisce una maggiore autonomia nel processo di crescita e nella futura ripresa.

Conclusioni: il rapporto tra investimenti e coronavirus

Come abbiamo visto tra investimenti e coronavirus c’è un legame complicato; nonostante sia difficile fare previsioni (per lo meno in ottica di breve periodo), il consiglio principale degli esperti per chi si muove sul mercato azionario è quello di puntare sulla qualità ed avere pazienza. Il singolo investitore (che si comporta in modo diverso dai gestori di fondi, che devono tenere in alta considerazione la liquidabilità dei portafogli) che non ha particolari esigenze di budget immediate e dispone di un discreto gruzzolo può cercare le giuste opportunità, agendo in modo selettivo e consapevole del fatto che dovrà avere pazienza; prima o poi (magari entro due anni) le cose potrebbero cambiare e sul sistema tornerà tanta liquidità. Vanno tenute d’occhio anche quelle aziende (anche di medie dimensioni) che sono ottime esponenti del made in Italy e che sono caratterizzate da una buona gestione e da una discreta vocazione per l’export.

Info sull'Autore

Sardo trapiantato in Umbria, dopo una lunga gavetta da articolista, posso vantarmi di essere un giornalista pubblicista. Convinto oppositore della scrittura in stile SMS, adoro gli animali e la musica.

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