Mutui Inpdap 2016, tassi di interesse e regolamento: come richiedere per acquisto prima casa

Pubblicato il 26 Mar 2016 - 11:16pm di Daniele Celli

L’acronimo INPDAP indica l’Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica e si riferisce ad un ente la cui gestione è stato trasferita presso l’INPS  in virtù della legge n.214 del 24 dicembre 2011. Di conseguenza, anche le informazioni relative ai prestiti ed ai mutui conferiti dall’INPDAP potranno essere reperite nel sito ufficiale dell’INPS.

Mutui INPDAP 2016

I finanziamenti ex-INPDAP e INPS possono essere richiesti dai dipendenti statali assunti a tempo indeterminato, oltre che da chi riceve una pensione e risulta iscritto alla gestione unitaria autonoma da un periodo di almeno un anno. Queste categorie potranno quindi richiedere un finanziamento ipotecario per l’acquisto di una prima casa (non di lusso) o per affrontare le spese relative ai lavori della sua costruzione, per un importo massimo pari a 300 mila euro. La cifra massima erogata si limita a 150 mila euro o al 40% della stima del valore dell’immobile nel caso dell’esecuzione di lavori di manutenzione (come ristrutturazione dell’alloggio o operazioni di ampliamento degli ambienti domestici), mentre il contributo per l’acquisizione di un posto auto non potrà superare i 75 mila euro. Altri 6 mila euro aggiuntivi potranno essere richiesti per coprire eventuali spese assicurative associate all’operazione selezionata.

La domanda va compilata seguendo le istruzioni fornite dal sito ufficiale dell’INPS e dovrà essere inoltrata via internet entro precise date: ogni anno, dall’1 al 10 gennaio, dall’1 al 10 maggio e dall’1 al 10 settembre. La richiesta andrà integrata da una serie di documenti, anch’essi elencati nell’apposita scheda a disposizione nelle pagine apposite del sito. Al fine di poter ricevere il finanziamento, il richiedente non dove essere in possesso di un’ulteriore abitazione nel territorio nazionale, una disposizione che prevede tuttavia delle esclusioni che potranno essere trovate nel regolamento del mutuo.

Tassi di interesse INPDAP

Vediamo ora i dati relativi ai tassi d’interesse ed al piano di ammortamento previsto. Per quanto riguarda i primi, si può dire che siano piuttosto vantaggiosi per il contraente, in quanto si attestano su una percentuale fissa del 2,95%, sicuramente inferiore a quelle medie nel mercato dei mutui. Sarà possibile scegliere tra un tasso fisso o un tasso variabile, quest’ultimo definito dall’indice semestrale Euribor con una maggiorazione di 200 punti; il valore sarà rilevato al 30 giugno e al 31 dicembre dei sei mesi precedenti e verrà applicato al debito residuo da saldare.

Il piano di ammortamento è quello alla francese, caratterizzato da importi costanti, costituiti da una quota di interessi decrescente ed una di capitale crescente. Per quanto riguarda la durata del finanziamento, questo potrà assumere cinque diversi orizzonti temporali: 10, 15, 20, 25 o 30 anni. I contraenti con un’età superiore ai 65 anni potranno invece usufruire di una durata massima non superiore ai 15 anni. Le rate potranno essere saldate con scadenza semestrale per mezzo dei moduli precompilati MAV (Pagamento Mediante Avviso), disponibili nel sito dell’INPS nell’area per gli utenti registrati. Nell’evenienza di una eccessiva richiesta di finanziamenti, l’istituto informa che si provvederà a stilare delle graduatorie che prenderanno in considerazione determinati criteri dei richiedenti. Anche queste liste potranno essere visualizzate nelle apposite pagine internet dedicate ai mutui INPS.

Per venire incontro alle esigenze di tutti gli interessati, l’INPS (ricordiamolo sempre, ex-INPDAP) ha messo a disposizione un software online che consente di simulare il piano di ammortamento di un finanziamento dedicato all’abitazione. Si dovrà solamente inserire la cifra richiesta ed associarla al piano di restituzione desiderato, per visualizzare l’intero programma di restituzione dell’importo, rata per rata. Prendendo d’esempio il sito calcoloratamutuo ci si accorge che con il tasso fisso annuo del 2,95%, un ipotetico mutuo inpdap di 100 mila euro restituibile in 10 anni, prevede il pagamento di frazionamenti annuali invariati pari a 5.804 euro. Chi invece opta per l’estensione temporale massima (30 anni, equivalente a 60 rate semestrali) dovrà restituire 2516 euro all’anno, pari a 1258 euro semestrali.

Oltre al mutuo per la casa, è opportuno sapere che l’INPS mette a disposizione una grande varietà di finanziamenti personalizzati, alcuni dei quali rivolti a particolari categorie di utenti del servizio. È il caso ad esempio dei Prestiti Pluriennali, una soluzione dedicata ai dipendenti pubblici e ai pensionati finalizzata all’erogazione di somme di denaro per far fronte a necessità familiari o personali, la cui restituzione potrà avvenire tramite una trattenuta sullo stipendio o sulla pensione per una frazione pari ad un quinto dell’ammontare mensile della retribuzione.

Sono previsti inoltre prestiti di piccole entità, finanziamenti pluriennali e somme riservate ai dipendenti di Poste Italiane. Anche in questo caso si potranno trovare maggiori informazioni nelle schede dettagliate contenute nell’apposita sezione del sito ufficiale dell’INPS. Infine, potrà essere utile sapere che l’INPS ha provveduto a stipulare delle convenzioni con vari istituti di credito nazionali, con lo scopo di offrire ai suoi iscritti delle condizioni maggiormente favorevoli in occasione della sottoscrizione di finanziamenti personali e per mutui per la prima casa. La lista delle banche convenzionate è presente sul sito internet, insieme alle normative di riferimento che regolano le partnership tra l’INPS e gli istituti.

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Giornalista pubblicista e articolista SEO dal 2010, è proprietario e direttore responsabile di Corretta Informazione. Laureato in Statistica Gestionale presso l’Università La Sapienza di Roma. Contatti: redazionewrt@gmail.com

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