Pensione Anticipata novità novembre 2016: calcolo APE, social, invalidi, come funziona e requisiti

Pubblicato il 16 Nov 2016 - 10:35am di Francesco Agostini

La pensione anticipata è una delle novità che Matteo Renzi e il Governo hanno in mente di mettere a disposizione degli italiani. Entriamo subito nel vivo della questione vedendo nello specifico in cosa consiste, a quanto ammonterà e come richiederla.

Pensione anticipata, ecco le novità per novembre 2016 e come funziona

I quotidiani e i telegiornali parlano spesso in queste ore di APE. Questa sigla non sta a significare altro che pensione anticipata ed è un modo che Matteo Renzi e il Governo stanno studiando per svecchiare il sistema Inps e fare spazio ai pensionati ‘più giovani’. Ma entriamo nello specifico.

Grazie alla pensione anticipata, chi ha compiuto 63 anni di età potrà uscire dal mondo del lavoro fino a 3 anni e 7 mesi prima che tutto ciò accada naturalmente. Questa agevolazione vale sia per i lavoratori autonomi che per quelli dipendenti. Grazie a questo sistema innovativo, comunque, l’anticipo verrà restituito dalle banche nell’arco di 20 anni, le quali lo ricaricheranno sulla futura pensione con un’incidenza del 5 – 6 % sull’importo pensionistico.

In sostanza si tratta di un vero e proprio anticipo che le banche erogano per conto dell’Inps e che poi riprendono con degli interessi sulla futura pensione. Questo è, a grandi linee, il funzionamento della cosiddetta APE, ossia il trattamento pensionistico anticipato.

Quali sono i requisiti per l’APE social? Calcolo APE e invalidi

Mentre l’APE si rivolge a tutti i cittadini nel loro insieme, vi è una sorta di sottocategoria che non è aperta a tutti. Essa è la cosiddetta APE social. Per poter accedere ad essa, il lavoratore dovrà dimostrare di essere in una situazione altamente disagiata, ai limiti della povertà e dell’indigenza. Il requisito per poterla richiedere sarà dunque quello di avere un reddito molto basso oppure di essere dei  disoccupati che non possiedono alcun ammortizzatore sociale. Spetta anche a chi è costretto a compiere un lavoro altamente usurante per vivere, oppure a chi offre una consistente e continua assistenza al coniuge invalido. Il coniuge in questione deve aver svolto un lavoro usurante oppure deve aver accumulato 36 anni di contributi nel corso del tempo.

Prima che l’Inps calcoli l’APE che spetterà al neopensionato (sarà infatti l’Inps a calcolare quale sarà l’importo che vi verrà erogato mese per mese), sarà necessario formulare la domanda. Il primo passo da compiere sarà quello di chiedere online la certificazione del diritto all’APE. Una volta che l’Inps avrà erogato la suddetta certificazione, dovrete formulare la richiesta effettiva di pensione anticipata.

In essa dovrete specificare sia la banca che l’assicurazione di riferimento. La prima erogherà il prestito di cui abbiamo parlato sopra, caricando poi gli interessi sulla pensione futura. Ci sarà poi la schermata ‘la tua pensione‘ in cui potrete scegliere l’importo, la durata e vedrete sin da subito l’incidenza sulla pensione che percepirete in futuro.

Info sull'Autore

Laureato presso l'Università degli Studi ROMA TRE in Lettere e Filosofia. Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti del Lazio.

1 Commento finora. Sentitevi liberi di unirsi a questa conversazione.

  1. Roberto 17 novembre 2016 at 10:48 - Reply

    Buongiorno, sono un lavoratore precoce, 97 settimane contributive, certificate, prima dei 19 anni, e rientro nei lavoratori cosiddetti “gravosi” , praticamente da sempre camionista. Oggi ho 52 anni e 1832 settimane di contributi. Una cosa non è chiara e cioè: potrò andare in pensione con 41 anni di contributi e senza penalizzazioni. Ma con che percentuale? Grazie

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