Pensioni, il Governo rimanda gli interventi su flessibilità, Opzione Donna ed esodati: l’ira dei sindacati

Pubblicato il 13 Ott 2015 - 1:16pm di Ubaldo Cricchi

Gli annunci di un rinvio al 2016 delle questioni legate alle pensioni di sicuro non aiutano e non sono piaciuti ai sindacati: per Camusso della Cgil il continuo rimandare e il pensare che gli interventi da fare siano solo piccoli aggiustamenti sono cose sbagliate, perché poi tutto viene scaricato sui lavoratori; dalla Uil fanno sapere che si tratta di un gravissimo errore, mentre Furlan (Cisl) si chiede se al Governo queste cose interessano davvero, dopo tutti gli annunci, le aperture e le smentite di questi ultimi tempo.

Esodati, mancano le coperture

Per quanto riguarda la flessibilità sulle pensioni il Premier ha ribadito che una soluzione verrà adottata nel 2016, quando non ci saranno più dubbi sui numeri, mentre per gli esodati ci sarà la settima salvaguardia. Ma a dire il vero i numeri non tornano neanche in questo ambito: secondo l’Inps il numero degli esodati ancora da tutelare è di 50.000 unità; Damiano ha spiegato che per mettere in atto la nuova salvaguardia si sarebbero potuti usare i risparmi dei precedenti interventi di tutela, che in tutto ammonterebbero a 1,3 miliardi, cifra che sarebbe sufficiente solo per 22.000 persone. Per tutelarne 50.000 servirebbero ancora 1,7 miliardi.

Opzione Donna: rinvio in primavera o conferma immediata?

Poi rimane ancora in sospeso il discorso sull’Opzione Donna. A fine anno la misura scade e dal primo Gennaio entrerà in vigore il nuovo aumento dell’età pensionabile. In pratica dalla possibilità di andare in pensione a 57 anni di età e 35 di contributi (andando incontro ad un penalizzante ricalcolo dell’assegno) si passerà ad uno scenario dove le donne potranno uscire dal lavoro solo a 64 anni e 6 mesi dal 2015 o a 65 anni e 7 mesi dal 2016 (per le lavoratrici autonome bisogna sempre considerare un anno in più).

Renzi su questo punto dell’Opzione Donna non è stato chiarissimo durante il suo intervento alla trasmissione di Fazio: si è però intuito che il Governo vorrebbe reintrodurre l’Opzione Donna nel piano pensioni che verrà discusso in primavera. Damiano invece continua a battersi affinché il provvedimento venga subito riconfermato, anche perché si tratta di una misura che non ha bisogno dell’individuazione di nuove coperture, visto che dopo i costi iniziali, negli anni successivi lo Stato beneficerebbe solo di importanti risparmi.

Pensioni, i sindacati pronti alla rivolta

Continua intanto il pressing dei sindacati: deve essere fatto qualcosa per le pensioni, e deve essere fatto subito, con la legge di Stabilità. Furlan spiega che in questo modo si darebbe un segnale importante. Permettere di raggiungere le pensioni con qulche anno di anticipo con penalizzazioni adeguate potrebbe essere la giusta soluzione per non creare nuovi poveri e si innescherebbe un turnover che darebbe la possibilità ai giovani di entrare nel mondo del lavoro.

Info sull'Autore

Sardo trapiantato in Umbria, bachelor in informatica, sono un web designer e articolista. Convinto oppositore della scrittura in stile SMS, adoro gli animali e la musica.

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