Perfetti sconosciuti, recensione e trama con giudizio del film: Giallini, Leo e Mastandrea tornano al cinema

Pubblicato il 11 Feb 2016 - 2:11pm di Francesco Salvetti

Arriva nelle sale dall’11 febbraio la nuova commedia corale di Paolo Genovese con Edoardo Leo, Marco Giallini e Valerio Mastandrea.

Ognuno di noi ha tre vite: pubblica, privata e segreta. Saranno disposti i protagonisti a spogliarsi dei loro segreti?

Metti sette amici durante una cena e ponili davanti a un’incauta proposta: rendere pubblico tutto ciò che si riceve nel proprio cellulare.

La video recensione del nostro inviato

Prodotto da Marco Belardi e distribuito da Medusa, “Perfetti sconosciuti” segna il ritorno in sala, in questo 2016, del regista Paolo Genovese. Un anno fa usciva “Sei mai stata sulla luna?”, e dopo la visione del film da oggi in sala si nota facilmente come sia irriconoscibile la sua precedente regia.

Conosciuto per le sue commedie eleganti, divertenti, dinamiche, corali e con un’importante colonna sonora di supporto, nel suo film del 2015 aveva diretto una banale storia d’amore con ritmo e inquadrature che assomigliavano ad una serie di consequenziali spot televisivi lunghi un’ora e mezza.

Recensione del film “Perfetti Sconosciuti”

Oggi, insieme a Rolando Ravello, Paolo Costella, Filippo Bologna e Paola Mininni – e grazie all’idea del “gioco” con gli smartphone che inizialmente avrebbe dovuto far parte di una scena sola (come ha rivelato il regista in conferenza stampa) – ha ideato un plot originale e ben strutturato. Una sceneggiatura nuova per il cinema italiano, che permette immaginaria futura reinterpretazione teatrale.

Banalizzarlo a semplice storia di tradimenti e incroci amorosi è riduttivo e del tutto sbagliato. “Perfetti sconosciuti” è una fotografia su quanto un oggetto utile e inseparabile come lo smartphone, stia diventando sempre più dannoso perché, anche a causa dell’utilizzo mal dosato, cancella qualunque tipo di vera comunicazione. Punto di vista che viene trasmesso dal personaggio di Marco Giallini che, se grazie ad una regia che abilmente gestisce primi piani e mezzi busti regalandoci un posto a tavola assieme a loro e permettendo allo spettatore di farsi un’idea propria, d’altra parte possiamo trovare il modo di pensare del regista negli occhi di Marco. Riflessione che, tra l’altro, è data da precedenti esempi innegabili nella filmografia di Paolo Genovese.

Tra Giallini e Genovese è la terza collaborazione: nella prima, “Una famiglia perfetta”, grazie al suo personaggio di capocomico capiamo un grande affetto che il regista prova per la figura dell’attore; in “Tutta colpa di Freud” esprime il duro mestiere del padre connesso ad un immenso amore per le donne, che ripropone anche in quest’ultimo film.

In “Perfetti sconosciuti” Giallini mantiene gli abiti dello psicologo di “Tutta colpa di Freud”, sia sul fronte costumi che per un discorso caratteriale, dato che lo vedremo come un padre premuroso.

Giudizio del cast a disposizione di Paolo Genovese

Come scritto in precedenza, la coralità del cast è uno degli elementi principali della filmografia del regista, presentando in tutti i suoi precedenti lavori tanti attori dalle grandi capacità.

Nell’assemblamento del cast il produttore Belardi non ha badato a spese, mettendo insieme un gruppo abile sia nel comico quanto nel drammatico, ma soprattutto un gruppo unito e coeso. L’importanza degli attori viene mostrata innanzitutto nella locandina, dove al centro sono posizionati Giallini (unico mostrato con entrambe le spalle, ulteriore elemento a sostegno del concetto espresso sopra), Leo e Mastandrea; con ai lati Alba Rohrwacher, Kasia Smutniak, Anna Foglietta e Giuseppe Battiston. Posizione degli attori che potrebbe indurre in tentazione l’idea di un prodotto di forte impronta maschilista: grave errore! Anche le donne ne usciranno malconce, proprio come i loro colleghi maschi.

Delle tre ragazze, soltanto Anna Foglietta si è spesso misurata con commedie popolari, mostrando grandi capacità comiche e togliendosi anche qualche soddisfazione personale come le nomine ai David di Donatello per miglior attrice non protagonista in “Nessuno mi può giudicare” e “Noi e la Giulia”. Si conferma, anche in questo film, un’abile attrice sempre sicura del ruolo affidatole. Gentile omaggio del regista: un’uscita di scena molto teatrale.

Kasia Smutniak e Alba Rohrwacher si rivelano delle scelte azzeccate come attrici per interpretare, rispettivamente, una compagna sicura (ma piena di fragilità) e una persona molto timida. Riescono entrambe, nonostante una “non abitudine” a questo tipo di commedie, ad immedesimarsi nel ruolo e calarsi in un genere dove vista l’ottima prova non sono da escludere ritorni futuri.

Per la scelta dei quattro attori maschili avrà probabilmente influito la conoscenza secolare.
Giallini-Leo e Mastandrea-Battiston hanno fatto tanti film assieme e si trovano sul set di Perfetti sconosciuti come se fosse il terreno di Wimbledon, dando vita ad un’indimenticabile metaforica partita di tennis, dove si passano elegantemente le battute tra loro e le colleghe.

Simbolica e centrale è l’immagine dell’eclissi di luna, colma di possibili interpretazioni: semplicemente il compito di dettare il ritmo del film, o un simbolico omaggio di Paolo Genovese all’ultimo capolavoro felliniano “La voce della Luna”?

La colonna sonora di Fiorella Mannoia

Immancabile la presenza di una colonna sonora originale scritta da un’importante cantautrice del calibro di Fiorella Mannoia, la romana dai capelli rossi e dall’intensa voce che scrive e canta una canzone equilibrata per il film.

Info sull'Autore

Laureando in Ingegneria Gestionale presso l'università di Tor Vergata, da sempre appassionato di cinema e inviato per eventi cinematografici per Corretta Informazione.

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  1. Gaia montanari 12 febbraio 2016 at 08:07 - Reply

    Bravo chicc complimenti ancora del tuo lavoro e del tuo cinema appassionato di te caro chicc su questo sito di corretta informazione.it e poi basta t v b da gaiottina

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