Prestiti personali per colf e badanti straniere e italiane: come ottenerli?

Pubblicato il 5 Set 2018 - 7:38pm di Lorenzo Antonelli

Molte famiglie italiane scelgono spesso per varie esigenze o necessità di assumere colf o badanti in casa per la gestione quotidiana delle mura domestiche oppure, nella maggior parte dei casi, per fornire assistenza concreta a parenti anziani che non possono essere più autosufficienti. Mettere a libro paga una colf o una badante non è però sempre agevole poiché tale azione prevede un impegno economico che può gravare sul conto mensile di una famiglia media italiana, per questo motivo è dunque opportuno pensare alla possibilità di ottenere prestiti personali destinati proprio a questo tipo di esigenze. Andiamo dunque a vedere innanzitutto la differenza tra colf e badante, per poi analizzare nel dettaglio i requisiti e le procedure necessarie a ricevere delle forme di finanziamento come credito per assumere queste figure professionali all’interno di una famiglia, focalizzando infine l’attenzione sui principi formali che disciplinano le differenze tra collaboratrici domestiche straniere, italiane, comunitarie ed extracomunitarie.

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Prestiti per colf e badanti in Italia: contratto di lavoro e requisiti

Se l’obiettivo principale è quello di prendere a lavorare una collaboratrice domestica in casa, si deve innanzitutto tenere conto di un fatto importante: l’ottenimento di un eventuale prestito personale che copra l’esborso economico di tale scelta può diventare accessibile solo nel caso in cui si dimostri all’istituto di credito che la colf o badante è stata assunta con regolare contratto di lavoro messo nero su bianco. Nessuna banca tende infatti ad accettare proposte di finanziamento da parte di clienti che richiedano prestiti personali per collaboratrici domestiche irregolari, sia per la mancanza di garanzie economiche sia soprattutto perché ciò è un atto considerato non a norma, ovvero passibile di sanzioni a livello legale. Inoltre bisogna specificare che la durata del prestito richiesto si adatterà a quella prevista dal contratto di lavoro, che per quanto riguarda l’assunzione di colf o badanti ricordiamo essere a tempo determinato e generalmente rinnovabile a 6 o 12 mesi. Proprio riguardo questa tipologia di forma lavorativa, occorre fare alcune precisazioni che possono risultare molto utili per comprendere meglio l’opportunità di imbattersi nel tentativo di un prestito per colf o badanti. Parlando di contratto di lavoro a tempo determinato si va infatti a disciplinare un rapporto professionale differente dalla classica modalità che prevede l’assunzione indeterminata e siccome la categoria delle collaboratrici domestiche italiane o straniere rientra in questo discorso, bisogna dar conto di alcuni aspetti più specifici. Il contratto di lavoro con durata prestabilita non supera di solito la soglia massima dei 36 mesi (3 anni) e prevede prolungamenti di accordi professionali fino ad un massimo di 5 rinnovi. Questa tipologia di contratto comprende molte altre sottocategorie di rapporti lavorativi come il part time o l’apprendistato, ma ciò che risulta di maggiore importanza è un punto fondamentale: qualunque sia la durata di un accordo a tempo determinato, il prestito richiesto dovrà per legge rispettare le stesse condizioni temporali prestabilite e quindi non potrà essere più lungo della scadenza prevista nel contratto lavorativo. Dato che le colf e le badanti sono due figure professionali riconducibili a questa disciplina normativa, chiunque abbia in progetto di avanzare domanda per ottenere un finanziamento personale destinato a coprire tale esborso economico dovrà tener conto di questa condizione necessaria a mettere in atto le corrette procedure per ricevere la somma di credito desiderata. Dal punto di vista delle garanzie occorre infatti presentare delle rassicurazioni a livello finanziario che spingano l’istituto di credito a concedere il prestito personale per colf e badanti.

Tali condizioni ovviamente variano in base alle clausole legali tramite le quali è stato stipulato l’accordo con la collaboratrice domestica. In base alle diverse forme di contratto sarà necessario recarsi in banca per chiedere informazioni riguardo all’eventuale presentazione di garanzie e questo dipende generalmente da come è strutturato il piano relativo all’erogazione dei prestiti che ogni istituto finanziario prevede nella sua offerta rivolta al mercato clienti. Può accadere che la banca a cui si fa riferimento non obblighi il richiedente a presentare alcun tipo di garanzia finanziaria a copertura del credito e in questo caso i tempi inerenti le procedure di richiesta sono davvero veloci e si può effettuare anche online, sebbene la maggior parte dei finanziatori solitamente non tende a dare via libera all’erogazione di una tale forma di prestito personale senza accertarsi che ci siano coperture economiche reali da parte del richiedente. Se invece la banca pretende una figura che faccia da garante per il finanziamento, i tempi relativi alle procedure di richiesta tendono inevitabilmente a dilatarsi dal momento che l’istituto finanziario dovrà avviare il processo di verifica sull’attendibilità inerente il patrimonio economico in possesso del garante proposto dal richiedente. Questo passaggio si rende strettamente necessario poiché è molto importante per la banca ottenere rassicurazioni che vadano a scongiurare eventuali tentativi di truffa o raggiro da parte dei cosiddetti “cattivi pagatori”, ovvero coloro che non detengono basi economiche solide tanto da potersi avventurare nella richiesta di un prestito personale. Qualora ci fossero delle difficoltà legate all’ottenimento del credito da parte della collaboratrice domestica per via del solo contratto di lavoro come suo punto di forza, è possibile dirigersi verso una soluzione alternativa che è quella del prestito con cambiali. Questo metodo è un’opportunità da prendere in grande considerazione per scavalcare gli eventuali problemi economici relativi alla restituzione della somma ottenuta come finanziamento. Un prestito personale di questo genere tende a conformarsi come una soluzione caratterizzata da un aspetto fondamentale: le stesse cambiali possono essere utilizzate o come rate a cadenza mensile che vanno a sommarsi nel tempo e restituiscono la cifra originariamente versata dalla banca come credito, oppure possono essere sfruttate come forma di garanzia e copertura nei confronti del finanziamento stesso.

Bisogna comunque aggiungere che l’eventuale accettazione della domanda di prestito dipende sempre dall’istituto di credito al quale ci si rivolge, dato che ognuno prevede delle offerte diverse per i propri clienti. Di solito viene richiesta la firma delle cambiali nel caso in cui la somma da erogare sia cospicua, oppure nell’evenienza per cui la banca non riceva delle rassicurazioni sostanziali riguardo la posizione economica limpida del garante. Andando a chiudere il discorso relativo a contratto di lavoro e requisiti necessari per ottenere prestiti personali volti all’assunzione di collaboratrici domestiche, un ultimo cenno va infine dedicato all’approfondimento sul tema delle garanzie aggiuntive.  Alcuni istituti di credito, dopo aver appurato la situazione economica, possono richiedere delle rassicurazioni diverse da quelle analizzate in precedenza, specie se la banca non risulta pienamente chiara la posizione patrimoniale del garante. Sotto questo aspetto, per esempio, le cambiali che non vengano onorate nel momento della restituzione del credito possono essere coperte mettendo come pegno di garanzia un bene materiale che abbia mercato e sia facilmente vendibile. In questo modo la banca sarà certamente propensa ad accettare la proposta di finanziamento avanzata dal cliente, data la presenza di solvibilità immediata ottenibile dalla cessione del bene stesso. A livello di cifre, in linea generale la maggior parte delle banche concede per i prestiti personali destinati a colf e badanti somme che vanno da un minimo di 500 fino ad un massimo di 5000 Euro; inoltre il consiglio che possiamo dare è quello di richiedere un preventivo senza impegno, andando così a pianificare in maniera dettagliata i propri progetti in base alle possibilità economiche specifiche poiché ogni famiglia ha un suo bilancio mensile con  entrate e uscite e fare il passo più lungo della gamba potrebbe rivelarsi un’azione troppo rischiosa senza un minimo di ponderazione. Ricordiamo infine che la figura del garante si rende necessaria, a prescindere, in caso la durata del contratto di lavoro a tempo determinato sia inferiore a quella del prestito; se il reddito mensile non è alto o si ha già un altro finanziamento personale in corso; nella condizione per cui sia accertato con segnalazione al CRIF (Centrale Rischi Finanziari) almeno un precedente che annoveri il garante prescelto all’interno dell’elenco di coloro che hanno nomina di “cattivo pagatore”.

Colf e badanti comunitarie o extracomunitarie: documenti da presentare per ottenere un prestito personale

Dopo aver provveduto a fare chiarezza sulle garanzie necessarie a coprire un’eventuale richiesta di prestito personale, vediamo ora quali sono i documenti che si è tenuti a presentare se si vuole ricevere un finanziamento di tale genere. Innanzitutto è doveroso fare chiarezza su un punto fondamentale: sia che si tratti di una collaboratrice domestica italiana o comunque proveniente da uno stato dell’UE, sia che la nazione d’origine si collochi nel contesto extracomunitario, la colf o badante assunta in casa dovrà essere in ogni caso registrata presso un ufficio anagrafico di un comune italiano. Proprio allacciandoci a questo discorso, la prima parte relativa all’attestazione da presentare è quella che riguarda i documenti personali della collaboratrice domestica. Parliamo dunque della carta d’identità e del certificato di residenza se la colf o badante ha provenienza comunitaria, in aggiunta anche il permesso di soggiorno se la persona è extracomunitaria. Nel caso specifico delle collaboratrici domestiche si potrebbe rendere necessaria anche la presentazione dell’ultimo bollettino INPS pagato e, in concomitanza con esso, la denuncia del rapporto professionale in atto con dichiarazione già registrata negli uffici dell’Istituto nazionale per la previdenza sociale. Oltre ai suddetti fogli firmati serve inoltre allegare anche la documentazione attestante il reddito percepito annualmente, integrato con le buste paga più recenti che siano state riscosse. Come si evince da queste clausole appena enunciate, il prestito personale destinato a colf e badanti viene disciplinato sia a livello normativo che procedurale in maniera molto dettagliata da parte dello Stato. Assumere infatti una collaboratrice domestica implica non soltanto delle attenzioni nella regolamentazione del rapporto professionale, ma soprattutto è un atto con il quale si fa entrare una persona sconosciuta o comunque estranea all’interno delle proprie mura domestiche e della vita familiare. Per questa ragione si rende necessaria la mole di documenti appena citati, in quanto lo Stato e anche gli istituti di credito vogliono accertarsi che i rischi di eventuali illegalità o comportamenti non consoni al vivere civile si possano palesare dopo aver avallato la richiesta di un prestito personale in favore di una colf o badante, che hanno la responsabilità di gestire una casa o magari un parente anziano in difficoltà di salute.

Le migliori offerte di istituti di credito per prestiti personali destinati a colf e badanti straniere o italiane

Terminiamo la nostra analisi sull’argomento che riguarda i finanziamenti per le collaboratrici domestiche andando a vedere quali sono le banche che propongono i prestiti personali più accessibili per una famiglia media italiana. La quasi totalità degli istituti di credito, a parte rare eccezioni, annoverano all’interno del loro piano di offerte al mercato clienti dei finanziamenti personalizzati e volti a coprire l’esborso economico dovuto alla remunerazione mensile di una colf o badante.

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Tra le banche che segnaliamo c’è SuperMoney, una finanziaria online che si posiziona a livello di apprezzamento da parte degli utenti sul web tra le prime posizioni e che viene giudicata una delle migliori piattaforme con il quale comparare i vari tassi dei prestiti personali su internet. D’altronde il fenomeno degli istituti di credito virtuali sta prendendo sempre più piede tra gli utenti/consumatori, soprattutto per via delle agevolazioni sui costi relativi alle commissioni da pagare. Attraverso un’accurata comparazione tutti possono vagliare le migliori proposte di prestito in base alle diverse esigenze e possibilità economiche, richiedendo delle simulazioni di preventivi online senza bisogno di registrarsi o iscriversi al sito. Un’altra ottima soluzione è richiedere un finanziamento all’istituto di credito ExtraBanca, il quale si segnala in particolare per il fatto che dedica una sezione specifica alla concessione di prestiti in favore di stranieri.

Se pensiamo infatti al dato aggiornato nel mese di luglio 2018, che registra un 73,1% di collaboratori domestici provenienti da nazioni estere, giungiamo alla conclusione che scegliere una finanziaria molto incline per policy aziendale a concedere prestiti personali in favore di lavoratori stranieri può rivelarsi l’opzione corretta, se l’obiettivo è quello di ottenere una somma di credito per coprire l’esborso economico mensile dovuto all’assunzione di una colf o badante. L’aspetto più importante dell’argomento trattato rimane comunque uno su tutti: per ricevere un prestito personale destinato a collaboratrici domestiche si ha bisogno di due condizioni principali che sono regolarità del contratto e solidità a livello di garanzie economiche, attraverso le quali si giungerà con sicurezza ad un accordo di finanziamento con la propria banca.

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