Scacchi a scuola, inizia l’esperimento del Ministero in 350 istituti: chi gioca migliora il rendimento

Pubblicato il 31 Ott 2015 - 8:16am di Ubaldo Cricchi

Un nuovo argomento entrerà nelle scuole italiane: gli scacchi. Già da quest’anno faranno la prima comparsa tra i banchi in 350 istituti del Paese, ma poi coinvolgeranno tutti, iniziando dalle scuole medie per poi passare alle primarie e alle superiori. Da tempo si discuteva del progetto di portare gli scacchi a scuola, ma ora che si è trovata l’unanimità di intenti per l’introduzione nascono i problemi pratici.

Perché gli scacchi a scuola?

Qualche anno fa ci fu un primo tentativo, ma non andò affatto bene. Stavolta c’è uno strumento in più davvero importante, la Rete, grazie alla quale dovrebbe essere più semplice individuare i formatori, i docenti e gli allenatori necessari per portare avanti il progetto degli scacchi a scuola (inizialmente in 350 scuole medie, dal 2016/2017 anche negli istituti di altro grado). Ma perché il Ministero vuole portare il gioco degli scacchi negli istituti scolastici?

Lo sport (come tale vengono riconosciuti gli scacchi dal Comitato Olimpico Internazionale) è in grado di aprire la mente e consolidare il carattere, fa funzionare il cervello e insegna a saper perdere. E poi gli studi dimostrano che gli studenti che giocano a scacchi hanno un rendimento migliore, in particolar modo nelle materie matematiche. Ottimi motivi per dare il via ad un progetto pubblico/privato da inserire gradualmente nelle scuole.

Si inizia con 350 scuole medie, come funziona l’esperimento

La cosiddetta circolare scacchi è già stata inviata dal Ministero alle direzioni provinciali e a breve arriverà nei singoli istituti. Fino ad ora solo alcune scuole avevano dato il via ad un’esperienza simile: il liceo scientifico sportivo di Rieti, ad esempio, aveva inserito la materia scacchi all’interno del tradizionale orario settimanale. Il progetto scacchi a scuola coinvolgerà inizialmente 350 istituti, ma nel giro di un paio d’anni l’obiettivo è quello di trasformare l’esperimento in un riferimento per tutto il mondo.

Le sfide tra i ragazzi potranno avvenire in classe la mattina oppure da casa il pomeriggio tramite una piattaforma online (utilizzabile solo con l’autorizzazione dei genitori) con accesso gratuito. I ragazzi che partecipano al progetto otterranno dei crediti formativi. Inizialmente gli studenti verranno seguiti da docenti che si limiteranno a certificare il grado di crescita dei giovani scacchisti: solo in una seconda fase quelli più bravi ed appassionati verranno affidati ai formatori professionisti della Federazione Scacchisti Italiani.

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Sardo trapiantato in Umbria, bachelor in informatica, sono un web designer e articolista. Convinto oppositore della scrittura in stile SMS, adoro gli animali e la musica.

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