Situazione carceri, polemiche tra Sappe e DAP sul sovraffollamento: novità su ddl amnistia e indulto 2016

Pubblicato il 11 Feb 2016 - 3:18pm di Ubaldo Cricchi

L’esame congiunto in Commissione Giustizia del Senato dei disegni di legge su amnistia e indulto è stato calendarizzato il 10 febbraio 2016; in attesa che su questo versante la situazione si sblocchi continuano le polemiche per la situazione nelle carceri: mentre l’Amministrazione Penitenziaria continua a rassicurare l’opinione pubblica dichiarando che i problema del sovraffollamento è ormai risolto, il Sappe fa sapere che in realtà rispetto ad un anno fa nulla è cambiato.

Il Sappe smentisce il DAP: la situazione nelle carceri è ancora complessa

Il Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria ha comunicato i dati: al termine del mese di luglio 2015 nelle carceri erano presenti 52.144 detenuti, mentre il 31 gennaio 2016 ce n’erano 52.475. In altre parole la popolazione carceraria, invece di diminuire, nel corso degli ultimi sei mesi è aumentata. Lo stesso Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria ha indicato in 49.480 posti la capienza delle strutture italiane (ma nel computo sono state considerate anche le sezioni detentive attualmente in ristrutturazione o chiuse), quindi come minimo ci sono 3.000 detenuti “di troppo”.

Il segretario del Sappe Donato Capece si chiede come è possibile che il DAP continui ad affermare che il problema del sovraffollamento nelle carceri non sussiste. La situazione fotografata da Capece è questa: la quasi totalità dei detenuti trascorre 8/10 ore fuori dalle celle, ma una parte di loro, invece di impegnarsi nelle attività lavorative, trascorre il tempo senza fare nulla. Da quando sono stati introdotti il regime penitenziario aperto e la vigilanza dinamica, il numero dei cosiddetti eventi critici nelle carceri è aumentato. Negli ultimi dieci giorni si sono registrati diversi episodi di violenza: a Cremona c’è stato un tentativo di suicidio scongiurato dall’intervento della Polizia Penitenziaria e l’incendio di una cella, a Reggio Emilia un agente è stato ferito e a Tolmezzo un altro è stato aggredito, a Mantova un detenuto si è volontariamente ustionato con dell’olio bollente, a Secondigliano e a Forlì sono stati sventati due tentativi di evasione e ad Arghillà è stata intercettata della droga.

Il Sappe denuncia poi quello che considera un altro scandalo da parte del DAP, che sembra essere intenzionato a promuovere per meriti eccezionali alcuni agenti penitenziari del Ministero per avere acquisito i dati delle strutture detentive sugli effetti della sentenza Torreggiani. Il sindacato chiede un intervento al ministro della Giustizia Orlando per evitare quella che non sarebbe la prima promozione-beffa da parte dell’Amministrazione Penitenziaria che invece dovrebbe gratificare chi ogni giorno lavora nelle carceri affrontando difficoltà di ogni tipo. Capece chiude affermando che le promozioni per meriti eccezionali e straordinari spetterebbero a chi se le merita per i suoi compiti operativi e non a chi compie normali mansioni di ufficio presso il Ministero.

Orlando: no ad amnistia e indulto per motivi di sovraffollamento

Per quanto riguarda l’approvazione di un eventuale provvedimento di amnistia e indulto, il ministro Orlando ha dichiarato di non avere preclusioni, ma ha sottolineato che se questo viene invocato per motivi legati al presunto sovraffollamento non ha senso, visto che quel problema viene considerato superato. Il guardasigilli ha ribadito che nel giro di tre anni la popolazione carceraria è scesa da 65.000 a poco più di 52.000 unità. I dati generali sembrano dargli ragione, ma c’è chi è andato a fare un’analisi completa, scoprendo che qualcosa non va: in Lombardia ad esempio il sovraffollamento è del 27% (ovvero cinque volte più grande del dato nazionale) con punte fino all’80% (a Como ci sono 400 detenuti su una capienza di 220 posti).

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Sardo trapiantato in Umbria, bachelor in informatica, sono un web designer e articolista. Convinto oppositore della scrittura in stile SMS, adoro gli animali e la musica.

1 Commento finora. Sentitevi liberi di unirsi a questa conversazione.

  1. Maurizio 20 febbraio 2016 at 14:59 - Reply

    reato di bancarotta documentale di 3485,00 €, condanna a 3 anni e tre mesi, incensurato con età 65 anni, trascorsi ad oggi fra detenzione e semilibertà 15 mesi + 7,5 mesi di buona condotta, è stata fatta richiesta di affidamento in prova, sempre negata.
    Nessuna pericolosità sociale (come descritto dagli educatori, soggetto di cultura elevata (laureato in Farmacia), episodio occasionale nella vita (con sfaccettature di non piena responsabilità…omissis) e questa caro Ministro Orlando è la vs giustizia, con tutti i crimini sociali che avvengono ed i loro esecutori trattati con pene meno severe e alternative? senza poi entrare nel merito dei reati commessi dai politici. Alcuni magistrati di sorveglianza adottano criteri infami e vergognosi.
    Vergognatevi!!

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