TFA. A scuola di riabilitazione

Pubblicato il 27 Giu 2013 - 8:45pm di Redazione

L’ istituzione del TFA, l’ultima soluzione precaria proposta dal governo ai migliaia di docenti precari

TFADopo il congelamento delle Siss, dopo i tagli che di anno in anno coinvolgono la scuola pubblica e l’istruzione, unica arma pacifica che dovrebbe essere garantita ad ogni cittadino, il governo propone l’istituzione del TFA, il Tirocinio Formativo Attivo, presentato come la possibilità di abilitarsi frequentando un anno accademico (le spese si aggirano intorno ai 2500 euro) per poi svolgere un tirocinio presso le scuole (gratis, ovviamente) e partecipare ad eventuali concorsi.

La precedente normativa n.124/99 presupponeva l’inserimento in graduatorie permanenti dopo l’abilitazione; la Finanziaria n.224 del 2007 art. 2. Comma 416 prevede che l’ abilitazione possa garantire la partecipazione ai concorsi e, quindi dopo il TFA, non è possibile accedere alle graduatorie d’ istituto, non si ha quindi diritto a cattedre né si diventa docente di ruolo.

Quindi la domanda che ci si pone è se esso costituisca realmente una possibilità concreta.

Altra problematica che spesso viene discussa è la previsione di corsi abilitanti per gli ex diplomati magistrale (’98)/liceo pedagogico(2002), il cui titolo è stato più volte considerato abilitante in via permanente (Decreto Legge del 1994 T.U.; Decreto interministeriale 10/03/97 e Decreto 323 del 23/07/98). Se il titolo non costituisce valore abilitante domandiamo come mai ad essi è stato riconosciuto il diritto di insegnare nelle scuole paritarie e private che, per la legge n.62. art.4 comma f  10/03/2000, possono assumere solo personale docente con titolo di abilitazione? Se il titolo ha valore abilitante perché sono stati esiliati in III fascia nel personale non abilitato?

L’ADIDA si batte per migliaia di precari e sta chiedendo il diritto di partecipare ai concorsi senza ulteriori percorsi di abilitazione, dato il valore, dichiarato più volte, abilitante.

Il TFA non diminuisce il precariato, bensì lo aumenterà se non ci saranno sostanziali modifiche, riducendo i nuovi abilitati alla stregua dei precari attuali; l’eccessiva offerta supera di gran lunga l’esigua domanda.

L’accordo tra sindacati, Università (che vedono nel TFA una golosa possibilità di entrata) e governo potrebbe risultare un’ennesima delusione e spesa(economica e di tempo) ai danni dei precari. Giornali, trasmissioni televisive imputano spesso la difficile risalita dell’ Italia dal periodo di crisi, alla pressione fiscale, alla corruzione e all’ evasione. In generale si avverte un’accettazione passiva di uno stato di cose che dovrebbe essere considerato inaccettabile; l’incoerenza e la poca chiarezza delle differenti parti sociali, in ogni loro direttiva, si avverte tra la gente e soprattutto tra i giovani che non costituiscono una risorsa e sono proprio loro a fare le spese di accordi e scelte sbagliate.

Cartesio diceva “cogito ergo sum”, “penso dunque sono”: la capacità critica e la facoltà di pensiero costituiscono ciò che siamo veramente; pensiamo prima di credere a promesse che troppo spesso non sono state mantenute, non ci sarà mai scuola che ci possa riabilitare a riprenderci i nostri diritti, in questo non ci resta che essere ognuno un pò autodidatta.

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  1. giovanna 19 settembre 2015 at 11:55 - Reply

    bellissimo articolo! Bravissima Ines!

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