The Place di Paolo Genovese con Marco Giallini e Valerio Mastandrea: video recensione e trama

Pubblicato il 15 Nov 2017 - 9:59am di Francesco Salvetti

Arriva nelle sale The Place, il film che segna il ritorno di Paolo Genovese dietro la macchina da presa. Nel cast sono presenti Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Alessandro Borghi e tantissimi altri attori. Vi forniremo la video recensione e un commento del nostro inviato. Cosa fa un uomo tutto il giorno seduto ad un angolo di un locale? Cosa vogliono tutte le persone che si presentano davanti a lui continuamente?

La video recensione del film “The Place”

Caparezza cantava che il secondo album è sempre più difficile e forse aveva ragione. Realizzare un capolavoro, per poi tornare a lavorare e cercare di farne un altro all’altezza, quanto può essere complesso? Dopo il successo di Perfetti Sconosciuti, Paolo Genovese è tornato a mettersi a lavoro e dal 9 Novembre porta in sala “The Place”, prodotto da Marco Belardi e distribuito da Medusa.

Recensione di “The Place” e commento

Il posto, il luogo dove esce fuori l’anima delle persone, questo è “The Place”. Nonostante i Romani possano riconoscere la collocazione geografica del locale (quartiere San Giovanni, incrocio via Gallia, via Licia), Genovese ha tenuto a ribadire come quel luogo può essere dappertutto, il vero obiettivo del film è un altro. Kant nella  “Critica della ragion pratica” e nelle altre due opere “Fondazione della metafisica dei costumi” e la “Metafisica dei costumi”, invita il lettore nella riflessione sulla forma della morale e non sul suo contenuto. Kant si domanda “Qual è la morale dell’uomo? Come fa l’uomo a vivere nel rispetto di questa morale?”.

In questo film Paolo Genovese e Isabela Aguilar invitano lo spettatore a darsi delle risposte. Ispiratosi alla serie “The Booth and the end” che vede al centro un uomo misterioso, seduto in un angolo di un locale, con un agenda e con un continuo seguito di persone che gli si prostrano davanti, bisognose di aiuto che solo lui può dargli in cambio di un accordo. “Fin dove sareste in grado di spingervi per ottenere i vostri obiettivi? Cosa sareste disposti a fare?”

Con questo film il regista di “Perfetti Sconosciuti” ha sicuramente “alzato l’asticella”, rischiando e togliendosi le vesti iniziali di regista di spot, mostrando come il successo nel 2016 non è solo un caso isolato ma l’inizio di un nuovo corso. Oltre per la tematica, il rischio di cui parliamo lo troviamo anche nella scelta del cast e nel rivoluzionare al pubblico la concezione di tali attori, scardinando i pregiudizi sulle vite personali e sullo stile di recitazione.

Partendo dall’uomo misterioso, interpretato da Valerio Mastandrea. Torna nel ruolo di protagonista vestendo quasi i panni di un cattivo. Valerio è sempre in scena e se probabilmente prenderà il David di Donatello alla miglior scenografia non lo sappiamo, ma siamo certi che regala un interpretazione diversa da quelle che siamo abituati a vedere. Pur mantenendo una malinconia di fondo, in questo ruolo, si dimostra più cinico, più duro e più freddo di come non lo abbiamo mai visto, buoni anche i suoi piani d’ascolto, credibili soprattutto col primo ospite rispetto agli 8 che seguiranno.

Fra i suoi “clienti” Genovese apre il film con il suo attore feticcio: Marco Giallini. Sebbene questo sia il suo quarto film assieme, nei precedenti lavori Paolo ha sempre impresso il suo punto di vista in Marco, mostrando tramite lui, la sua visione sulla famiglia, sugli attori e su quanto i cellulari stanno distruggendo le nostre vite. In questa quarta collaborazione Marco apre le danze per una sfilata di attori che si susseguiranno sulla scena e il suo ruolo ha il sapore di un regalo tra i due.

Da sottolineare inoltre, la scelta di Silvio Muccino. Dopo tre anni di silenzio in cui l’attore romano è comparso più sulle pagine di Gossip che in luoghi dove è sicuramente più competente. Per interpretare il ruolo di Alex, Genovese sfida le notizie di cronaca e decide di coinvolgere Silvio nell’interpretare un ruolo con cui condivide la stessa situazione familiare.

Proseguendo, troviamo Alessandro Borghi, protagonista di “Suburra-la serie”, che è diventato un attore dal forte richiamo per la sua intensità recitativa, data da uno sguardo molto espressivo. Per questo film viene posto davanti a una sfida: è possibile per uno come lui recitare senza usare lo sguardo? Il risultato che Alessandro porta in scena è tutto da vedere. Mai come in questo caso siamo curiosi del giudizio del pubblico. Il film, presentato nella giornata di chiusura dell’ultima Festa del cinema di Roma, ha diviso la critica e nonostante gli elogi ha lasciato sbalorditi anche noi.

Info sull'Autore

Laureando in Ingegneria Gestionale presso l'università di Tor Vergata, da sempre appassionato di cinema e inviato per eventi cinematografici per Corretta Informazione.

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  1. Gaiottina 5 dicembre 2017 at 00:27 - Reply

    Ciao chicc sono sempre io per la tua gaiottina che ti vuole tanto bene e che ti manca tanto questo è il mio famoso ultimo mio vecchio filmetto mio preferito che a me mi pacevs un po meno carino secondo me .e a questo punto è importante e anche tanti interessante carino a questo punto non molto divertente diciamo ma anche troppo divertente e poi basta t v b da gaiuccietta ☁

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