Tredicesima 2015, addio acquisti di Natale: tra tasse, bollette e spese via l’85% della mensilità extra

Pubblicato il 29 Nov 2015 - 12:20pm di Ubaldo Cricchi

Per più di 30 milioni di italiani si avvicina il momento della tredicesima 2015: fino a pochi anni fa la mensilità aggiuntiva veniva considerata come il tesoretto da poter sfruttare in cose futili e divertenti, ma quest’anno, tra tasse, bollette e altre spese, nelle tasche dei lavoratori e pensionati rimarrà meno del 15% della mensilità extra. Nonostante i piccoli aumenti che ci saranno sulla tredicesima rispetto all’anno passato, sarà quindi difficile che dalla gratifica possa arrivare la spinta decisiva per l’auspicato rilancio dei consumi nel periodo degli acquisti natalizi.

Niente acquisti di Natale: tasse, bollette e spese che prosciugano la tredicesima 2015

Federconsumatori e Adusbef hanno fatto un po’ di conti e dalla loro indagine risulta che dei 34,4 miliardi di euro di tredicesime, se si escludono i pagamenti di una serie di tasse e altre spese che ora vedremo nel dettaglio, rimarranno a disposizione di chi le ha ricevute solo 5,2 miliardi: in pratica la gratifica si riduce dell’85%. Una buona parte della tredicesima verrà utilizzata per pagare le tasse. Il 16 dicembre ci sarà da pagare la seconda rata della Tasi e quella dell’Imu, per un totale di 4,4 miliardi (tra l’altro entrambi i tributi registrano un aumento medio dell’esborso rispettivamente del 10% e del 16,7%).

Un’altra voce di spesa che andrà a toccare il valore della tredicesima è quella legata ai mutui; per fortuna la Bce con la sua immissione di liquidità nel sistema e con l’abbassamento degli indici di riferimento ha spinto gli istituti di credito ad abbassare i rendimenti richiesti e i tassi d’interesse per i finanziamenti. Rispetto all’anno scorso c’è un risparmio che sfiora il 5%: gli oneri complessivi si sono ridotti da 4,1 a 3,9 miliardi. Se le spese per i mutui scendono, non si può dire lo stesso per le bollette, il cui peso rimarrà invariato rispetto al 2014. I servizi di pubblica utilità rappresentano un’importante fetta della tredicesima che se ne va: si parla di un valore complessivo di 7,6 miliardi. Nonostante il prezzo del petrolio nel corso dell’anno sia sceso fino ai suoi minimi a quanto pare non ci saranno sconti.

Un’altra spesa che inevitabilmente andrà ad intaccare la tredicesima 2015 riguarda le assicurazioni. Va detto che i conti sono leggermente migliorati, ma per gli automobilisti la spesa è ancora troppo elevata (soprattutto per coloro che decidono di concentrare l’intero pagamento alla fine dell’anno). Nonostante la diminuzione (con un risparmio del 5,4%), in totale gli italiani verseranno per le Rc auto qualcosa come 5,2 miliardi di euro. Ma per gli automobilisti non è finita qui: c’è da mettere da parte anche il bollo dell’auto, con una cifra che a seconda della cilindrata della vettura varia tra i 150 e i 400 euro: la maggior parte degli italiani la pagherà entro la fine di febbraio 2016, con una cifra complessiva (tra auto e moto) che supera di poco i 4 miliardi di euro.

Una piccola impresa su quattro fatica a pagare la mensilità extra ai dipendenti

Bisogna infine aggiungere quando denunciato da Adnkronos: tra le piccole imprese, una su quattro rischia di non pagare (o di rimandare) il pagamento della tredicesima ai propri dipendenti. Il dato è in leggero calo rispetto all’anno scorso (24% contro 27%), ma una buona parte delle piccole aziende che avrà difficoltà a rispettare questo pagamento è “recidiva” (il 36% di chi non pagherà quest’anno ha avuto difficoltà anche nel 2014). L’impossibilità di onorare il versamento della tredicesima è legata soprattutto al peso delle tasse e alla difficoltà incontrata dalle imprese nell’accedere al credito.

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Sardo trapiantato in Umbria, bachelor in informatica, sono un web designer e articolista. Convinto oppositore della scrittura in stile SMS, adoro gli animali e la musica.

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