Virus Zika in Italia ed Europa dal Brasile: sintomi, casi, come avviene la trasmissione, conseguenze e come prevenire il contagio

Pubblicato il 26 Lug 2016 - 12:59pm di Ubaldo Cricchi

Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi che si disputeranno tra pochi giorni a Rio de Janeiro si è tornato a parlare del virus Zika: il Brasile è infatti uno dei Paesi più colpiti da questo fenomeno e molti atleti e turisti che vorrebbero vedere dal vivo i Giochi di Rio gradirebbero saperne di più; scopriamo se ci sono stati dei casi anche in Europa e in Italia, quali sono i sintomi e le conseguenze del virus, le modalità di trasmissione e i metodi per prevenire il contagio.

Cos’è il virus Zika e come avviene la trasmissione

L’infezione da virus Zika è una malattia virale trasmessa dalla puntura di una zanzara infetta del genere Aedes e per questo presenta dei tratti comuni alla dengue, alla febbre gialla e all’encefalite. Il principale metodo di trasmissione all’uomo è quindi la puntura da una zanzara infetta; il problema è che la persona già punta dalla zanzara portatrice può infettare le zanzare “sane” che lo pungeranno in seguito, dando origine a quello che viene definito un focolaio endemico. La malattia però può essere trasmessa anche attraverso liquidi biologici (sangue, urine, sperma, liquido amniotico, saliva, liquor), quindi per via sessuale, per trasfusioni e, nelle donne incinte, per passaggio materno-fetale.

Dove si è diffusa l’epidemia e i casi in Europa e in Italia

Per il momento i Paesi in cui l’epidemia di virus Zika è in rapida evoluzione sono la Colombia, il Brasile, El Salvador, il Suriname, l’Honduras, il Messico, il Venezuela, Panama, la Guiana Francese e la Martinica. Più recentemente e con episodi tuttora sporadici, il virus è arrivato anche nelle Barbados, in Ecuador, in Bolivia, in Paraguay, a Puerto Rico, a Saint Martin, in Guyana, in Guatemale, a Guadalupe e ad Haiti. L’Ecdc (European Center for Diseas Control) afferma che in Europa, nonostante sia già estate, la presenza di casi è abbastanza scarsa e quasi tutti (più del 99%) sono legati a contagi avvenuti durante viaggi all’estero.

Nel Vecchio Continente si contano 1048 casi di Zika documentati, sparsi in 18 Paesi. Più della metà degli episodi è stata riscontrata in Francia (616), mentre in Italia il numero è fermo a 52. L’Ecdc fa sapere che al momento il rischio di trasmissione locale tramite puntura di zanzara viene considerato basso/moderato, ma invita i viaggiatori che rientrano dai Paesi dove l’epidemia è in corso ad usare il preservativo per almeno otto settimane dal rientro in Europa. Se nell’arco di queste settimane si manifestano i sintomi classici del virus Zika allora si potrebbe pensare all’astinenza o, quanto meno, ad avere esclusivamente rapporti protetti per almeno un semestre.

Sintomi e conseguenze

Qualche riga fa abbiamo fatto riferimento ai sintomi, cerchiamo di capire quali sono. Nella maggior parte dei casi l’infezione provoca una malattia lieve, contraddistinta da febbre o eruzioni cutanee che iniziano a comparire un paio di giorni dopo la puntura subita dalla zanzara vettore. Spesso non si sviluppa nessuna sintomatologia, ma in alcuni casi possono presentarsi anche congiuntivite, astenia, dolori articolari e muscolari. Solitamente i sintomi durano per breve tempo, dai due ai sette giorni e solo raramente è necessario il ricovero in ospedale.

Il problema vero è che l’evidenza prima e le ricerche scientifiche poi hanno dimostrato che il virus Zika possa diventare una causa di microcefalia e sindrome di Guillan-Barré, ovvero due patologie (che possono nascere da diverse cause) con effetti neurologici: la microcefalia è una condizione che porta il bambino che ne soffre ad avere la testa più piccola rispetto a quella degli altri bambini della stessa età e dello stesso sesso; la sindrome di Guillan-Barré è una condizione, molto rara, in cui il sistema immunitario attacca parte del sistema nervoso e i casi più gravi possono portare a paralisi.

Come prevenire il contagio e trattamento

Non esistono al momento vaccini o cure specifiche, quindi la migliore protezione dal virus Zika è rappresentata dalla prevenzione delle punture di zanzara (il discorso è valido soprattutto per le donne in gravidanza o quelle che hanno intenzione di fare un figlio e i loro partner); i metodi più efficaci sono: indossare abiti (meglio se di colore chiaro) che coprano gran parte del corpo, usare un repellente per insetti (Deet, IR3535 o Icardin) da applicare sui vestiti o sulla pelle esposta, sfruttare barriere fisiche come zanzariere o barriere a porte e finestre, individuare ed eliminare i siti che sono potenziali luoghi di riproduzione delle zanzare. Come detto, il virus si trasmette anche per via sessuale, quindi fa parte della prevenzione anche l’avere rapporti protetti.

Chi invece ha già contratto il virus può utilizzare al bisogno farmaci di tipo sintomatico, ad esempio antipiretici per la febbre, i dolori osteomuscolari o la cefalea. Gli esperti raccomandano di mantenere un buona idratazione.

Info sull'Autore

Sardo trapiantato in Umbria, dopo una lunga gavetta da articolista, posso vantarmi di essere un giornalista pubblicista. Convinto oppositore della scrittura in stile SMS, adoro gli animali e la musica.

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