Urban Strangers verso la vittoria a X-Factor 9, il duo campano spopola con Runaway: testo e traduzione

Pubblicato il 8 Dic 2015 - 8:02am di Stefania Guarino

Gli Urban Strangers, il duo di ventenni di Somma Vesuviana, sono i più quotati alla vittoria della nona edizione di X Factor. In attesa della finale del 10 dicembre, il loro inedito Runaway è salito subito in prima posizione nella classifica iTunes dei singoli più venduti, superato solo ieri da Hello di Adele.

urban strangers

Tra poco meno di una settimana la nona edizione di X Factor Italia giungerà alla sua conclusione. Quattro i concorrenti rimasti in gara: Enrica – la diciassettenne di Terracina, appartenente alla categoria di Skin – Giòsada e Davide “Shorty” – i due over guidati da Elio –  e gli Urban Strangers che, dopo l’eliminazione dei Moseek – trio dal look sofisticato e dal sound riconoscibilissimo – sono rimasti l’ultimo gruppo a gareggiare per la vittoria finale. Rimasta senza rappresentati, invece, la categoria di Mika, dopo l’uscita, durante il sesto live, di Luca Valenti, diciassettenne che, a differenza dei colleghi, non ha avuto modo di presentare il suo inedito.

Cambio di location – non più l’X Factor Arena a cui ci siamo abituati, ma il ben più grande Forum d’Assago – per una finale che si farà addirittura in tre. L’ultima puntata di XF9, infatti, andrà in onda su SkyUno HD e, in chiaro, su Cielo TV e Mtv8. Se la trepidazione e la gara tra i quattro concorrenti rimasti non dovesse essere una motivazione sufficiente, sappiate che Sky ha in serbo un carnet di ospiti, nazionali e internazionali, ricco e variegato. Oltre ai già preannunciati Coldplay – freschi dell’uscita del loro ultimo album A head Full of Dreams – a esibirsi sul palco del forum ci saranno anche Cesare Cremonini, gli Skunk Anansie – che presenteranno per la prima volta il loro nuovo singolo Love Someone ElseElio e Le Storie Tese e Mika e Fedez che si esibiranno sulle note del loro ultimo singolo. Due artisti, uniti da un’amicizia nata proprio al tavolo di X Factor, apparentemente distanti anni luce che, invece, sono riusciti a creare un pezzo, Beautiful Disaster, vincente ed efficace.

Urban Strangers, in viaggio verso la vittoria finale di X Factor 9

Il dieci dicembre sapremo con certezza chi tra Enrica, Davide, Urban Strangers e Giòsada, verrà proclamato vincitore di X Factor 9, un’edizione che per la prima volta, nella storia internazionale del programma, si è aperta alle band. Un azzardo che alla fine ha dato i suoi frutti. Capitanati da Fedez, assistito dal producer Fausto “Faustelli” Cogliatti, Landlord, Moseek e Urban Strangers hanno mostrato quanto possano essere efficaci le band all’interno di un contesto come questo. Ed è proprio in questa categoria che, secondo l’opinione di molti, si potrebbe trovare il vincitore della competizione. Se Landlord (eliminati al quinto live) e Moseek (usciti proprio nella serata della semifinale) non ce l’hanno fatta, gli Urban Strangers, invece, non solo sono riusciti ad arrivare dritti dritti in finale, ma sono anche i più quotati per la vittoria finale, insieme all’over Giòsada.

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Gli Urban Strangers sono andati avanti nella competizione, puntata dopo puntata, senza mai andare al ballottaggio, forti anche di quella capacità, spesso sottolineata del loro giudice, di riuscire a personalizzare i brani assegnatili, trasformandoli in qualcosa di più simile a un inedito che non a una semplice cover. Un tratto che ha caratterizzato ogni loro esibizione, sia che si trattasse del rock-grounge di Rape Me, del rap di Numb/Encore , del rock alternativo di Loser o del sinthy pop di Pompeii.

Accostati, dallo stesso Elio, al duo folk statunitense Simon & Garfunkel, gli Urban Strangers hanno convinto la giuria sin dalle primissime audizioni, durante le quali sono riusciti a incantare il pubblico, strappando loro una standing ovation, con una particolare versione acustica di No Church In The Wild (il video, pubblicato sulla pagina ufficiale di XF, ha già superato i due milioni di visualizzazioni). Ed è in quella occasione che, Alessio Iodice e Gennaro Raia, hanno mostrato un altro punto di forza, forse quello più importante, del gruppo. Diversi in carattere, aspetto e, soprattutto voci, i due amici di Somma Vesuviana, hanno fatto della complementarietà la loro arma vincente tanto che, sentendoli cantare, riesce davvero difficile immaginare l’uno senza l’altro. A partire da quel nome, Urban Strangers, scelto a sottolineare le due anime del gruppo, differenti ma unite nella loro passione per la musica. Nome che battezza anche il titolo di una loro precedente canzone, omaggio che gli Urban Strangers hanno voluto fare a un senzatetto della loro città.

Nonostante la giovane età, gli Urban Strangers hanno alle spalle un EP omonimo, prodotto da Casa Lavica (lo studio di registrazione e produzione che, come si dice, li ha scoperti) e pubblicato prima della partecipazione a X Factor. L’EP – che in queste settimane ha rappresentato un piccolo caso, scalando le classifiche di vendita accanto a nomi come Marco Mengoni, Laura Pausini, Adele e Negroamaro – è composto da cinque tracce che, seppur poche, mostrano una trasversalità insolita, spaziando da atmosfere più acustiche e intimiste a suoni più elettronici. Ispirazioni e contaminazioni differenti sono un’altra caratteristica del gruppo che, come ribadito più volte, intenzionalmente cerca di non trovare un unico genere di riferimento, preferendo spaziare da un tipo di musica all’altra.

Sicuri finalisti della trasmissione, sin dai tempi di No Church In The Wild, gli Urban Strangers sono i più quotati alla vittoria finale. A pensarla così anche i Moseek – “tifiamo per loro fino alla fine” – Luca Valenti, Massimiliano (il primo escluso dalla competizione) e Leonardo Dragusin. Intervistato da RTL 102.5, il cantante, appartenente alla categoria di Mika, scommette tutto su di loro, “Ho avuto modo di conoscerli bene, abbiamo parlato tanto di musica – ha dichiaratolavorano sodo e si meritano tutto il successo che stanno avendo”.

Runaway debutta al primo posto su iTunes: testo e traduzione dell’inedito degli Urban Strangers

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Protagonisti di un mini live nella loro città natale, come da tradizione per tutti i finalisti del programma, gli Urban Strangers hanno presentato, nel corso della semifinale, il loro inedito, Runaway. A pari merito con My Soul Trigger di Davide, l’inedito più forte della competizione.
La canzone, che li vede abbandonare le sonorità acustiche e delicate della chitarra, a favore dell’elettronica del synth, è una somma di tutto quello che gli Urban Strangers hanno portato finora sul palco di X Factor. Il brano, che sembra aver messo d’accordo critica e pubblico, si trova, da giovedì notte, stabile alla posizione numero uno dei brani più scaricati su iTunes (posizione che hanno dovuto cedere, dopo l’ospitata da Fazio, alla hit di Adele, Hello). Bene anche gli altri inediti, compreso quello degli esclusi dei Moseek, che sono tutti riusciti ad entrare nella Top Ten (ad esclusione di I found you, l’inedito che Skin ha scritto per Enrica)

Scritto in collaborazione con i producer Mirra e Ferrante, il pezzo è stato scritto qualche anno fa, al termine della fase adolescenziale dei due ragazzi. Quasi una chiusa a un periodo costellato di forti cambiamenti. Cambiamenti che riguardano anche gli altri e che, forse, non si può far altro che accettare: The light shines down half my face, you see a smile but on the other side there is the rage. You said “We are the moon” but you were wrong. I’m the dark side, now you know it’s not the truth (La luce illumina metà della mia faccia, tu vedi un sorriso, ma dall’altra parte c’è solo la rabbia. Tu hai detto “Siamo la luna”, ma ti sbagliavi. Io sono la parte oscura, adesso sai che non è la verità). Il duo prosegue poi con quella che è forse la frase più significativa della canzone: People don’t change but reveal themselves, baby. Maybe it’s too late, it’s too late for turning back. You think it’s still the same, I can’t live in the past baby. Maybe it’s too late, yeah, it’s too late for turning back (Le persone non cambiano, ma rivelano sé stesse. Forse è troppo tardi, troppo per tornare indietro. Pensi che sia tutto uguale, ma non posso vivere nel passato. Forse è troppo tardi, s’, è troppo tardi per tornare indietro). E poi, nel ritornello: Runaway while you can. Everything’s coming to an end. Please don’t swear, this story can not begin again (Fuggi finché puoi, tutto sta per finire. Per favore non giurare, questa storia non può ricominciare). You make reason prevail, nobody has told me where is the right way. I said I’d never leave you, even if you pretend. Now you know it’s not the truth (Tu fai prevalere la ragione, nessuno mi ha detto qual è la strada giusta. Ho detto che non ti avrei mai lasciato, anche se tu fai finta. Ora sai che non è la verità). E di nuovo: People don’t change but reveal themselves, baby. Maybe it’s too late, it’s too late for turning back. Runaway while you can. Everything’s coming to an end. Please don’t swear, this story can not begin again (Le persone non cambiano, rivelano solo se stesse. Forse è troppo tardi, troppo tardi per tornare indietro. Fuggi finché sei in tempo, tutto sta per finire. Per favore non giurare, questa storia non può ricominciare). Si arriva qui alla parte rap della canzone che vede, anche in questo caso, una perfetta alternanza e armonizzazione tra le due voci: you can’t see me inside my head, through my eyes. You can no more. I can not pretend, the fear of not being strong, the fear of being alone. But faces change, See, it happend. Everything is done. How many, so many, too many, words trashed. Everyone pretend to be interested. Well, now I’m asking myself: “are you gonna be like everyone else”? (Non puoi vedere dentro la mia testa, attraverso i miei occhi. Non puoi più. Non posso nascondere, la paura di non essere abbastanza forte. La paura di restare da solo. Ma i volti cambiano, vedi, succede. Tutto è compiuto. Quante, tante, troppe parole gettate. Tutti fingono di essere interessati. Bene, ora comincio a chiedermi “diventerai come tutti gli altri”?). E in conclusione: People don’t change but reveal themselves, baby. Maybe it’s too late, it’s too late for turning back. You think it’s still the same, I can’t live in the past baby. Maybe it’s too late, yeah, it’s too late for turning back. Runaway while you can. Everything’s coming to an end. Please don’t swear, this story can not begin again. Runaway, fast if you can, this story can not begin again (Le persone non cambiano, ma rivelano sé stesse. Forse è troppo tardi, troppo tardi per tornare indietro. Tu pensi sia tutto uguale, non posso vivere nel passato. Forse è troppo tardi, è troppo tardi per tornare indietro. Fuggi finché puoi, tutto sta per finire. Per favore non giurare, questa storia non può ricominciare. Fuggi, più in fretta che puoi, questa storia non può ricominciare).

 

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