Berlusconi, Ruby e Boccassini

Pubblicato il 13 Mag 2013 - 9:07pm di Redazione

Berlusconi: verso il finale del primo grado del caso Ruby

In mattinata, al Palazzo di Giustizia milanese, è ripreso il processo a carico di Silvio Berlusconi, coinvolto nel cosiddetto “Caso Ruby”. Due le ipotesi di reato: “concussione”, dovuta alla telefonata del Cavaliere alla Questura di Milano, dove Ruby era stata fermata, per farla rilasciare, affermando che fosse la nipote dell’allora presidente dell’Egitto Mubarak; e “prostituzione minorile”, in quanto Ruby, all’epoca minorenne, frequentava la residenza di Berlusconi per festini, cene e, a quanto pare, “dopocena” piccanti.

Berlusconi

Tanto per prevenire le mosse dell’antagonista, il pm Ilda Boccassini, ieri sera Mediaset ci ha deliziato con un paio d’ore dedicate al “perseguitato” della giustizia numero uno, il Cavaliere. Due ore in cui si è assistito alla strenua apologia di Berlusconi. A questo scopo la trasmissione  ci ha regalato immagini inedite di Villa San Martino, residenza di Silvio Berlusconi, in quel di Arcore. Pregne di familiarità, di focolare, di calore, che contrastano con le varie “cene” e i post bunga bunga, ma che meglio si conformano a un classico e benevolo quadretto familiare, tipo la casa del Mulino Bianco. In contemporanea, è andata in onda anche la “verità” di Silvio Berlusconi, ripercorrendo tutte le tappe di quella che lui considera la storia della sua persecuzione giudiziaria, ormai ventennale.

Di fronte a questo scenario non si può fare a meno di riesumare, come accade ogni tanto, il famoso e famigerato “conflitto di interessi”, cui si accomuna l’ex premier quando si parla di reti televisive. Non è, infatti, alla portata di tutti affrontare un processo facendosi precedere da un servizio giornalistico sul piccolo schermo, regno di Berlusconi.

Sicuramente le immagini e le parole televisive non influiranno sul giudizio che uscirà dal Palazzo di Giustizia, ma ciò dovrebbe portare a riflettere. Non è pensabile che chi si trova in politica possa avere a disposizione diverse emittenti televisive e giornali di vario genere. Ben sapendo l’influenza che questi esercitano sulla gente. Come, si suol dire, parafrasando un brano de “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde, il detto «Nel bene o nel male, purché se ne parli». Perché anche parlandone male, ciò attira l’attenzione, risolvendosi a vantaggio di ciò o di colui che si critica.

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3 Commenti finora. Sentitevi liberi di unirsi a questa conversazione.

  1. Piero Paris 13 Maggio 2013 at 21:21 - Reply

    CONFLITTO DI INTERESSI
    Cosa significa “conflitto di interessi” per il quale il regime tanto si batte ?
    Se si intende un conflitto sul servizio pubblico, anche i politici che sostengono la RAI o certe trasmissioni e giornali che diffamano lo scomodo personaggio di turno sono soggetti, soprattutto loro, al conflitto di interessi.
    Meditate gente! Riflettete se ci conviene tenere al governo dei politici che vivono coi redditi prodotti dalle loro imprese, i quali, salvando le loro attività da uno statalismo sfrenato, salvano anche tutto il sistema produttivo del paese, oppure mantenere una marmaglia di inquisitori che stanno rapinando le ultime risorse di un popolo già ridotto alla disperazione.
    – da COCOMIND.com – La voce del dissenso

  2. vales 14 Maggio 2013 at 14:09 - Reply

    Forse Berlusconi e il PDL non hanno ancora capito che chi c’era in piazza a Brescia non era dei centri sociali!!!!
    Eravamo gente comune, cittadini come tanti, e la prossima volta porteremo anche figli, amici e parenti. Saremo sempre di più contro questa infamia che Berlusconi ha costruito per lunghi anni!!!

  3. Giuseppe Parascandolo 16 Maggio 2013 at 13:11 - Reply

    Abbiamo dibattuto di tutto in questi venti anni. Critiche, nel 90% dei casi, fondatissime. Solo il popolo umiliato e offeso, iniziando dai nostri figli, i piu’ umiliati da tutti, deve ergere le ghigliottine, piu’ o meno reali o piu’ o meno metaforiche, e cacciare politici corrotti, a destra come a sinistra, con tutti i prezzolatissimi top-manager pubblici e privati, dopo averli spogliati di tutti gli averi, proprio come si fa con i capitali e i patrimoni dei mafiosi, e ripensare ad uno stato eguale ed umano, impostando uno sviluppo ecocompatibile , pagando salari-stipendi equi, dove il piu’ alto in carica, l’attuale top manager, pubblico o privato, non guadagni piu’ di 3 o 4 volte il salario medio pagato ad ogni lavoratore medio qualificato. Questa è civilta’!!!

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