Sondaggi Politici Elettorali 8 Ottobre 2016: situazione Referendum Movimento 5 Stelle e PD, è in vantaggio sì o no?

Pubblicato il 8 Ott 2016 - 10:23am di Pietro Paolucci

A meno di due mesi dal voto per il Referendum Costituzionale, questa di seguito è la situazione dei sondaggi politici elettorali aggiornata ad oggi, 8 ottobre 2016.

Sondaggi politici elettorali ottobre 2016: un passo avanti per Renzi e il PD

Stando alle ultime indiscrezioni trasparite nelle ultime ore, pare che il Governo Renzi abbia in questa settimana riscosso un maggior favore rispetto a quanto accaduto precedentemente. L’Istituto Ixé ha rilasciato alla trasmissione televisiva di Rai 3 Agorà i risultati degli ultimi sondaggi politici elettorali.

In breve, da tali dati attuali risalta quanto il Presidente del Consiglio Matteo Renzi desti fiducia nel 31% degli elettori, risultato superiore di 3 punti rispetto al valore percentuale del Governo. Ciò nonostante il principe dei consensi elettorali rimane il Presidente della Repubblica Mattarella, il cui favore si assesta soltanto un punto al di sotto della metà dei votanti. Fra gli altri all’opposizione, dentro il Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, con un una quota del 22%, supera di due punti il vicepresidente della Camera dei deputati Di Maio, dalla medesima percentuale di Giorgia Meloni.

Considerate le singole personalità, possiamo esaminare in dettaglio la situazione dei Partiti nella loro integrità. Anzitutto, come annunciavamo in sottotitolo, il passo avanti del PD e del suo Presidente del Consiglio, risulta ad oggi lampante, anche se gli stessi pentastellati guadagnano qualche punto in più rispetto al passato. Tutto ciò capita a svantaggio dei partiti della destra e del centro destra, ovverosia la Lega Nord e Forza Italia, entrambi in calo di sostegni.

Nello specifico chi progredisce è tanto il PD che passa in queste ultime ore dal 32,6% al 33,2% dichiarandosi perciò primo partito nazionale, quanto il Movimento 5 Stelle, forte di un incremento di percentuale ancor più cospicuo dei loro diretti avversari: dal 28,4% al 29,1%. Gli inseguitori, in decrescita, sono la Lega Nord che perde lo 0,3% attestandosi su di un 13,3% e il partito di Forza Italia, indebolito di ben 0,6 punti di percentuale e ora stabile al 9,9%.

Sondaggi politici elettorali ottobre 2016: le intenzioni di voto per il Referendum Costituzionale

Consci di quanto detto, parrebbe appropriato congetturare quanto le intenzioni di voto riguardo al prossimo Referendum Costituzionale stiano in qualche modo rimescolandosi. In primis, bisogna ricordare che il Referendum di cui tanto si è parlato e, allo stesso tempo, di cui tanto se ne parlerà entro i due mesi scarsi che ci dividono dalla chiamata alle urne, è fissato per domenica 4 dicembre.

La campagna referendaria è dunque ancora lunga e, se molti esponenti pubblici o politici abbiano dato conto della propria preferenza, personalità come Silvio Berlusconi, pare che temporeggino ancora un poco, malgrado alcuni indizi portino a pensare di una sua preferenza per il Sì, certo utile a Renzi considerati gli ultimi sviluppi. Quel patto del Nazareno spesso condannato, boicottato dagli stessi firmatari e causa di molte polemiche, sembrerebbe ancora capace di avvicinare i due partiti. Ma, probabilmente, tutto verrà reso pubblico il prossimo 19 novembre, data di riunione in assemblea degli esponenti di Forza Italia.

Ad ogni modo, ciò che più interessa è la situazione attuale dei sondaggi politici elettorali aggiornati riguardo le intenzioni di voto per tale Referendum Costituzionale. Ecco in ultimo quanto emerso dall’ultimo sondaggio operato dall’Istituto Ixé. I potenziali votanti che oggi, 8 ottobre 2016, si dirigerebbero alle urne sono il 74% degli elettori del PD, il 67% della Lega Nord, il 58% dei pentastellati e il 45% di Forza Italia per un affluenza complessiva di circa il 50%.

Le intenzioni di voto del Sì e del No sono ambedue al 38%, dunque la situazione sembrerebbe di parità. Differentemente Nicola Piepoli di La Stampa, malgrado evidenzi una rimonta del fronte del Sì, ribadisce pure un distacco di ben 8 punti fra le due fazioni: 46% del Sì e 54% del No, esito similare a quanto riportato da Renato Mannheimer, sul quotidiano Il Giornale.

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