Testo Decreto Banche 2016, le novità: nasce il pubblico registro delle procedure fallimentari

Pubblicato il 6 Mag 2016 - 2:22pm di Redazione

renziE’ stato dato il via in questi giorni al decreto banche 2016, per mezzo del quale nuove regole vigeranno nei confronti della gestione dei crediti sofferenti e dei pignoramenti in caso di insolvenza. Abbiamo già trattato la scorsa settimana di quanto il nuovo decreto, fortemente voluto dal Governo, inciderà sulla vita di molti risparmiatori italiani, in particolar modo su coloro i quali sono stati “traditi” da Banca Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca delle Marche e Cassa di Risparmio di Chieti. Allo stesso modo però, ulteriori nuove disposizioni influenzeranno l’intero sistema bancario italiano, così come i tanti risparmiatori. Esamineremo ora i punti più importanti del decreto, dedicandoci nello specifico alla gestione dei crediti sofferenti ed ai pignoramenti.

Decreto Banche: nasce il pubblico registro delle procedure fallimentari

Il dichiarato obiettivo del decreto è quello di sostenere un’adeguata gestione delle sofferenze bancarie, ovvero di quei capitali prestati ad imprese o privati che non rientrano nelle casse della banca. In linea con quanto esposto è per questo nato il cosiddetto pubblico registro delle procedure fallimentari, accessibile anche dalla Banca d’Italia, così da permetterle di ottemperare all’obbligo di vigilanza “a tutela della prudente e sana gestione della stabilità complessiva e degli intermediari vigilati ”.

Il registro, così come ideato, conterrà informazioni sensibili quali: le procedure di espropriazione forzata immobiliare, le procedure di amministrazione straordinaria, le procedure di accordo di ristrutturazione dei debiti, le procedure di fallimento e tanto altro. Al suddetto verrà poi affiancato un registro dei pegni non possessori, di proprietà dell’Agenzia delle Entrate. La lettura delle informazioni qui illustrate è consentita anche al pubblico (in forma limitata).

Pignoramento dell’immobile: le disposizioni del decreto banche

Secondo le nuove disposizioni, “si verifica l’inadempimento nel momento in cui il mancato pagamento si protrae per oltre sei mesi dalla scadenza di almeno tre rate, non per forza consecutive”. Qualora però sia stata stipulata un’unica rata o rate che si protraggono oltre il mese, l’inadempienza può essere accertata dopo sei mesi dalla scadenza di un’unica rata. Una volta verificatisi codesti casi, la banca può impossessarsi (a sua totale discrezione) dell’immobile garantito dall’imprenditore, purché non risulti essere la residenza di quest’ultimo. In caso di contestazione, tale clausola verrà discussa da un perito del tribunale. Ciò che è certo, però, è che verranno velocizzate le procedure inerenti le espropriazioni forzate; in questo contesto saranno non più di tre le aste accettabili per uno stesso bene.

Quanto finora scritto appartiene ad un testo dalla non semplice lettura, che fa luce su molti aspetti ritenuti controversi dagli stessi analisti e legiferanti. pignoramentoLa speranza del Presidente del Consiglio ‘Matteo Renzi’ e di tutto il Governo è dunque quella di aggiornare ed allo stesso tempo regolarizzare un sistema vetusto, tanto nelle idee quanto nelle intenzioni, apportando modifiche sostanziali che influenzeranno sicuramente i rapporti tra banche e risparmiatori.

 

Info sull'Autore

Lascia Una Risposta