Preparazione Gastroscopia: opinioni per capire se fa male, cosa mangiare prima e dopo, quanto dura e rischi

Pubblicato il 29 Gen 2018 - 5:12pm di Francesco Nuccitelli

Come avviene la preparazione alla gastroscopia? È dolorosa? Fa male? Queste sono le domande che molti utenti del web si pongono sull’esame invasivo. La gastroscopia o esofago gastroduodenoscopia (EGDS), è un esame prezioso che permette la diagnosi del tratto digestivo superiore.  Questa diagnosi avviene con un’esplorazione visiva, che viene effettuata per capire la causa di alcuni sintomi come: dolore, nausea, emorragie etc.

Questo esame è importante, poiché il medico può avere una percezione completa dello stato di salute del paziente e così prescrivere il trattamento migliore. L’esame, avviene con l’inserimento di un tubo flessibile, dotato di una videocamera, con cui il gastroenterologo “vede” la salute di determinati organi come: l’esofago, lo stomaco e il duodeno.

Come prepararsi alla gastroscopia e perché farla

Con questa strumentazione il medico può guardare il tratto digestivo superiore e rilevare possibili anomalie. Però in primis, bisogna fare un’importante distinzione nella metodologia. Infatti, esistono due tipologie di gastroscopie: la gastroscopia tradizionale e la gastroscopia transnasale:

La gastroscopia tradizionale, che è la modalità più diffusa, è un’indagine che si effettua con l’inserimento di una sonda dalla grandezza di 10/12 millimetri, attraverso la bocca. È una tecnica invasiva che può provocare una sensazione di soffocamento e nausea nel paziente.

La gastroscopia transnasale è invece un esame meno invasivo e sostitutivo rispetto al metodo tradizionale. In questa tipologia, la sonda è di circa 4 millimetri e viene inserita attraverso il naso, questa procedura consente al paziente di parlare, deglutire e di non avere quel senso di soffocamento.

In generale, indipendentemente dalle 2 tipologie, si potrebbe dire che: la gastroscopia è un esame che si fa per investigare su determinati sintomi, per il sospetto di una patologia o per prelevare campioni per la biopsia, ma anche per valutare l’evoluzione di una malattia già diagnosticata. Oggi la gastroscopia è un esame di routine e la possono effettuare tutti (seppur con le rispettive accortezze) ed è un esame estremamente preciso nei risultati.

Preparazione alla gastroscopia: cosa mangiare?

Come detto la gastroscopia tradizionale è quella più utilizzata e come ogni esame invasivo richiede una preparazione adeguata e una dieta piuttosto ferrea. Prima dell’esame il medico spiegherà al paziente tutta la procedura (con annessi rischi e pericoli… seppur minimi) e il come prepararsi a dovere per questa “indagine” invasiva. Durante il colloquio il paziente dovrà dare al medico tutta la documentazione medica e dovrà far sapere tutti i farmaci che utilizza, le varie allergie, le terapie in corso e altre patologie che potrebbero richiedere grande attenzione durante la visita.

Oltre alla parte più burocratica, il paziente dovrà stare attento all’alimentazione. Infatti, dovrà digiunare prima dell’esame per un’adeguata diagnosi. L’assenza di cibo nello stomaco è fondamentale per questo tipo di esame affinché, durante l’ispezione la telecamera possa riprendere al meglio, senza limiti o impedimenti.

Se l’esame è prenotato per la mattina, il paziente non potrà mangiare e bere niente per almeno 6/8 ore e la cena dovrà essere estremamente leggera (è preferibile che il paziente mangi carne bianca, brodi o pesce).

Se invece l’esame è prenotato per il pomeriggio (generalmente dopo le 14:00), il paziente dovrà rispettare il digiuno per almeno 5/6 ore e anche in questo caso non potrà bere nulla (nessuna bevanda con zuccheri e coloranti, l’unica eccezione è per l’acqua, ma in dosi moderate). La colazione dovrà essere leggera, composta da fette biscottate, camomilla o tè e evitando latte e caffè.

Questi accorgimenti si hanno, anche per evitare sensazioni di nausea o di rigurgito che potrebbero generarsi al momento dell’esame. Inoltre, altra accortezza per i pazienti, riguarda i fumatori: è un bene non fumare né prima dell’esame, né subito dopo.

Dopo l’anestesia, ci vogliono alcune ore prima che il paziente possa tornare a mangiare. Dovrà prima tornare a deglutire normalmente e solo in seguito potrà tornare a mangiare. Ovviamente, per le prime ore dopo l’esame il paziente non potrà prendere cibi o bevande calde.

Come si esegue la Gastroscopia e quanto dura

Per una buona riuscita dell’esame, è opportuno che il paziente rispetti il digiuno “imposto” prima dell’esame e rimanga rilassato il più possibile. L’esame generalmente non dura tantissimo; la sua durata va dai 10 ai 20 minuti circa. Può capitare che l’esame duri di più solo in particolari circostanze: se si verificano risultati inattesi o se si rendono necessarie manovre operative.

Durante la visita il paziente dovrà levare eventuali protesi (dentiere, occhiali e lenti), girarsi sul fianco sinistro, indossare un boccaglio (per proteggere la dentatura e il gastroscopio) e rilassarsi dopo l’anestetizzazione delle cavità orali. Il paziente può essere sedato durante l’esame, o con la sedazione cosciente (con l’utilizzo di farmaci analgesici che mantengono sveglio e rilassato il paziente) o con la sedazione profonda (con l’utilizzo di un farmaco con un rilassamento più profondo).

Per effettuare l’esame il medico gastroenterologo introduce la sonda (con la telecamera) nella bocca del paziente. Il gastroscopio, videoregistrerà gli organi ispezionati; tutto ciò che viene registrato dalla telecamera verrà riprodotto nello schermo, così che il medico possa esaminare le immagini. Inoltre durante l’ispezione, il medico può prelevare – qualora lo ritenesse opportuno – un campione del tessuto da esaminare in un secondo momento (la biopsia). Inoltre, l’operatore, se lo ritiene opportuno, può utilizzare l’acqua per far distendere la cavità e far si che le immagini riprese dalla sonda siano precise il più possibile.

Terminato l’esame, il paziente dovrà riprendersi gradualmente. In questo lasso di tempo, il medico esaminerà il referto e lo comunicherà al paziente. In questa fase il medico gli comunicherà anche le eventuali indicazioni per la ripresa delle attività o le eventuali cure. Se, durante la gastroscopia, si fosse fatta anche la biopsia il referto istologico sarà pronto in circa 10 giorni.

Di norma, è consigliato farsi accompagnare all’esame. Sebbene, il paziente possa tornare a casa una volta terminata l’indagine, non può mettersi alla guida perché ancora sotto l’effetto dell’anestesia.

Casi eccezionali per la gastroscopia

La gastroscopia come ripetuto più volte nell’arco dell’articolo, è un esame che si occupa di ispezionare il tratto digestivo superiore, per scoprire cause o evoluzioni di un trattamento. Sebbene tutti possano fare questo esame ci sono dei casi eccezionali, per la quale fare molta attenzione:

Tra i casi eccezionali c’è sicuramente quelle delle donne gravide. La donna in gravidanza che si vuole sottoporre a questo esame dovrà fare molta attenzione. Per la sua situazione è consigliabile una gastroscopia transnasale perché meno invasiva e perché escluderebbe l’utilizzo di eventuali prodotti come sedativi o anestetizzanti, pericolosi in gravidanza. Anche i bambini possono fare una gastroscopia tradizionale, nel loro caso si fa un’anestesia generale affinché non si muovano durante l’esame e si utilizza un gastroscopio più piccolo rispetto al normale chiamato gastroscopio pediatrico.

Altra categoria che per effettuare la gastroscopia deve fare molta attenzione è quella dei pazienti anziani, di pazienti che hanno avuto a che fare con problemi cardiaci o di altre patologie; Per quanto riguarda loro dovranno parlare con il medico durante il colloquio pre-esame e portare tutta la documentazione clinica.

Opinioni Gastroscopia: fa male?

La gastroscopia non è un esame doloroso a detta di molti pazienti. Nel web ci sono diversi forum che affrontano questo discorso, con tante persone che raccontano le loro storie, anche per far forza e dare coraggio. Qui sotto riportiamo alcuni commenti di diversi utenti:

  • “Io l’ho fatta due volte. Niente di eccezionale, anche se può essere un po’ fastidiosa.
    Dipende se ti sedano o no. Se ti danno un sedativo nemmeno te ne accorgi”;
  • “Fatta 3-4 anni fa senza essere sedato. Ricordo che mi spruzzarono con uno spray un liquido in bocca per sentire meno il tubicino. L’unico fastidio che ho sentito era la sensazione di vomito nell’ingoiare il tubo, poi zero fastidi, zero dolori”;
  • “L’ho fatta un anno fa. Inizialmente il medico mi aveva detto che mi avrebbe dato dei tranquillanti, ma che sarei stata sveglia. Alla fine ho avuto solo un po’ di nausea, ma nessun dolore”;
  • “Ho fatto parecchie volte la gastroscopia senza anestesia, ma prendendo solo un leggero ansiolitico. Si è un po’ fastidiosa ma non ho avuto problemi particolari”;
  • “Ho fatto la gastroscopia e non ho avuto problemi. Un po di nausea, ma nessun dolore”.

Quindi, come abbiamo potuto vedere: la gastroscopia non è un esame doloroso, ma può creare fastidi e nausee generati dal gastroscopio o dall’anestesia. Anche in caso di biopsia non c’è rischio di sentire dolore.

La gastroscopia è pericolosa?

La gastroscopia, oggi, è un esame di routine è ampiamente collaudato, è ritenuto sicuro e la percentuale di possibili rischi è molto bassa. Solo raramente insorgono delle complicanze.

I problemi più comuni che si possono presentare sono: emorragie interne (perforazioni o sanguinamento durante l’indagine), problemi respiratori, sensazione di nausea o eventuali infezioni (che si presentano dopo l’esame, ma è un caso molto raro visto che la strumentazione è sterilizzata accuratamente).

Ciò che accade di frequente invece, è che dopo l’esame, il paziente possa avere delle irritazioni alla gola o nei punti in cui è passata la sonda. Queste irritazioni tendono a sparire nell’arco di 24/48 ore. Altre complicazioni che si possono presentare sono la stanchezza derivata dall’anestesia per l’esame o il gonfiore (effetti collaterali che tendono a sparire nell’arco di poche ore). Tuttavia, oltre queste “piccole” complicazioni la gastroscopia non è pericolosa. Infatti, si può tornare subito alla normalità e anche a tornare a mangiare normalmente (ovviamente cibi freddi), se non si presentano complicazioni.

Info sull'Autore

Lascia Una Risposta