Riforma pensioni, le novità del Piano Boeri: garanzia per lavoratori precoci e uscita a 63 anni e 7 mesi

Pubblicato il 10 Gen 2016 - 2:10pm di Giorgio Longobardi

Cominciano a trapelare le prime novità ufficiali della riforma pensioni dettata dal Piano Boeri a seguito della richiesta coadiuvata dall’Inps sui dettagli e le specifiche delle pensioni flessibili. Presentata in prima istanza nel corso del mese di novembre, e monitorata dal governo Renzi per una eventuale approvazione durante le prossime settimane, la riforma pensioni in questione prevede un’uscita a 63 anni e 7 mesi unitamente ad almeno 20 anni di contributi, a patto però che l’assegno non vada eccessivamente al di sotto una predeterminata soglia economica.

Qualora la pratica vada in porto, bisogna comunque contemplare una penalità del 10% in corrispondenza al massimo anticipo, a cui poi farà seguito un calcolo finanziario in grado di definire, in tutto e per tutto, l’ammontare definitivo della retribuzione mensile prevista.

Riforma pensioni, le novità del Piano Boeri sull’uscita anticipata a 63 anni e 7 mesi

La riforma del sistema pensionistico promossa dal Piano Boeri preme per estendersi anche ai lavoratori provenienti dal sistema misto-retributivo coinvolgendoli in quella che è, a conti fatti, la linea guida tracciata dall’articolo 24 comma 11 della Legge Fornero per soli contributivi puri. Tuttavia, come anticipato poc’anzi, questa uscita preventiva comporta un bilanciamento costituito da una decurtazione delle quote retributive degli assegni in misura al rapporto tra il coefficiente di età dell’assicurato, nel momento in cui chiede il suddetto pensionamento, e il coefficiente di trasformazione reale attestato sui 66 anni e 7 mesi.

riforma pensioni

Il risultato di questa combinazione matematica conduce ad una riduzione del 9,4% in corrispondenza con il massimo anticipo possibile  – 63 anni e 7 mesi – che si azzererà (mediante decalage progressivi del 3%) non appena l’assicurato avrà compiuto i 66 anni e 7 mesi necessari per il pieno godimento dei contributi previsti dalla norma competente. Il Piano Boeri non si discosta molto dalla riforma pensioni pensata dal progetto Damiano in discussione alla Camera, il quale si mantiene molto più tollerante assicurando un decalage del 2% e la possibilità di richiesta di pensionamento anticipato a 62 anni e 7 mesi.

Le richieste dell’Inps e la garanzia per i lavoratori precoci

Requisito imprescindibile per accedere agli eventuali benefici di una riforma incentrata sul pensionamento anticipato è il possesso di almeno 20 anni di contribuzione Inps (contro i 35 della proposta Damiano); per quanto riguarda il rateo a garanzia dell’assegno da emettere mensilmente, il Piano Boeri impone una soglia di circa 1200-1500 euro lordi al mese; cifre in linea con gli standard indispensabili per un dignitoso sostentamento oggettivo e soggettivo delle proprie necessità personali.

Ad ogni modo, qualora il contribuente non abbia raggiunto l’importo soglia al compimento dei requisiti contributivi e anagrafici richiesti dal piano, può sempre chiedere al suo datore di lavoro di incrementare il montante individuale dei contributi in misura tale da fargli raggiungere la cifra desiderata. Altra novità relativa alla riforma pensioni sin qui descritta è la garanzia per i cosiddetti lavoratori precoci.

Chi contribuisce già da prima del 18° anno di età ha, infatti, un’applicazione dell’aggiustamento economico previsto dall’iniziativa privo di quelle penalizzazioni percentuali disposte sino al compimento dei 66 anni e 7 mesi di età. Pur trattandosi di un vantaggio, la sua portata rimane piuttosto esigua se confrontata con quella del progetto Damiano, ossia la richiesta di pensionamento anticipato, da parte dei lavoratori precoci, anche a 41 anni di contributi, indipendentemente dalla effettiva età anagrafica certificata al momento della domanda.

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2 Commenti finora. Sentitevi liberi di unirsi a questa conversazione.

  1. maurizio 11 gennaio 2016 at 20:15 - Reply

    Sig Lombardi , la invito a controllare cosa ha detto il Sig. Boeri , se fosse vero quello che c’è scritto nell”articolo sarebbe assurdo perchè chi come me ha iniziato a 14 o 15 anni secondo questa ” garanzia” dovrebbe lavorare per 50 anni
    i lavoratori precoci non hanno studiato molto ma non sono dei fessi

    • Giorgio Longobardi 12 gennaio 2016 at 13:51 - Reply

      Salve, Sig. Maurizio. Nell’articolo, infatti, è specificato che tale garanzia è ESIGUA rispetto a quella del progetto relativo alla proposta Damiano, e prevede solo la mancanza della decurtazione percentuale. Non è mia intenzione sminuire le proprietà intellettive dei lavoratori precoci, anzi. Cordiali saluti

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