Influenza Intestinale 2018: sintomi, cosa mangiare, rimedi, durata e contagio

Pubblicato il 5 Gen 2018 - 8:25am di Ubaldo Cricchi

Durante le fluttuazioni stagionali e nei periodi in cui gli sbalzi di temperatura possono essere più frequenti si registra un netto aumento dei casi di influenza intestinale; purtroppo anche in questo 2018 molte persone tra adulti e bambini dovranno combattere contro questo problema: cerchiamo di capire quali sono i sintomi e la durata della gastroenterite virale (come sarebbe più corretto chiamare l’influenza intestinale), come avviene il contagio, come fare prevenzione, quali sono i rimedi e cosa mangiare per ritornare presto in forma.

Le cause dell’influenza intestinale e i fattori di rischio

La gastroenterite virale, come si può facilmente intuire dal nome, può essere causata da una serie di diversi virus, tra cui l’adenovirus, il sapovirus, l’astrovirus e, soprattutto, il norovirus e il rotavirus. Quest’ultimo è il principale responsabile dell’influenza intestinale che colpisce in modo più pesante i bambini (e gli adulti che sono a contatto con i piccoli ammalati), mentre i norovirus sono i più diffusi e colpiscono indistintamente tutte le fasce di età. Il contagio può avvenire infatti in modo diretto dai soggetti malati, ma anche per ingestione di acqua o cibo contaminati. Purtroppo per l’influenza intestinale non esiste un vaccino come per quella stagionale, quindi fare prevenzione è particolarmente difficile.

La malattia è altamente contagiosa, in più ci sono dei fattori di rischio che possono in qualche modo influire:

  1. l’età: bambini e anziani hanno più possibilità di ammalarsi rispetto agli adulti sani;
  2. l’eventuale utilizzo di antibiotici;
  3. la famigliarità;
  4. il sistema immunitario indebolito;
  5. il dover stare a contatto con soggetti a rischio.

Le persone affette da gastroenterite sono maggiormente contagiosi durante la fase più acuta della malattia, ma si può essere contagiosi anche prima che si manifestino i sintomi.

I sintomi e la durata della gastroenterite virale

La malattia si può manifestare in modo leggermente differente in base al tipo di virus coinvolto, ma tutte le forme di gastroenterite sono accomunate da alcuni sintomi ben precisi, ovvero nausea, diarrea e vomito. A seconda dei casi si possono presentare anche altri tipi di problemi come dolori addominali, giramenti di testa, sensazione di debolezza, mancanza di appetito, malessere generale e febbre. Di norma i sintomi spariscono nel giro di pochi giorni (si va dai 2 ai 5 giorni), ma nei casi più gravi l’influenza intestinale può durare una settimana e anche più.

La disidratazione rappresenta il principale problema legato alla gastroenterite virale: nell’adulto la disidratazione si manifesta con sete eccessiva, pelle secca, senso di debolezza o vertigini e minzione insufficiente; nei bambini piccoli si possono notare la bocca secca, il pannolino asciutto per troppo tempo, la febbre alta, l’assenza di lacrime quando piangono, l’irritabilità oppure l’eccessiva sonnolenza. Bisognerebbe immediatamente contattare il medico se il vomito e la diarrea si manifestano per più di due giorni, se si notano delle tracce di sangue nelle feci o nel vomito, se i dolori addominali sono molto forti, se è presente la febbre alta per più di un paio di giorni, se si avvertono dei giramenti di testa o se i segni della disidratazione diventano evidenti.

Prevenzione e rimedi naturali per l’influenza intestinale 2018

Per cercare di ridurre al minimo il rischio di contagio bisogna seguire alcuni semplici comportamenti: lavarsi le mani con acqua calda e sapone per almeno venti/trenta secondi (è un’operazione che va fatta spesso, soprattutto dopo essere stati in bagno, dopo aver cambiato un pannolino, dopo aver toccato delle superfici potenzialmente contaminate e, in ogni caso, prima di toccare o mangiare del cibo); non consumare cibi e bevande che possono essere contaminate (occhio soprattutto a quello che si mangia e si beve nei paesi in cui le condizioni igieniche non sono al massimo); evitare il contatto con le persone ammalate e la condivisione di asciugamani, biancheria e posate; disinfettare le superfici che potrebbero essere contaminate come il tavolo, i sanitari, i luoghi dove si preparano i cibi e così via.

Come abbiamo scritto prima, purtroppo non esiste un vaccino per prevenire l’influenza intestinale, ma non esistono neanche dei farmaci specifici. D’altronde parliamo di una malattia che nella quasi totalità degli episodi guarisce spontaneamente in pochi giorni. Vista la natura virale dell’infezione, nella maggior parte dei casi risulterebbe inutile assumere degli antibiotici; altri tipi di medicinali e integratori andrebbero presi solo su indicazione del proprio dottore. In farmacia sono disponibili dei prodotti che permettono di contrastare i sintomi (non la causa) della malattia, come ad esempio gli antidiarroici, ma vanno usati per non più di due giorni e non vanno assolutamente assunti dai minori di 12 anni e nei casi in cui ci sia febbre o si siano notate tracce di sangue nelle feci. Ma allora quali sono i rimedi per superare nel più breve tempo possibile la gastroenterite?

Come abbiamo già visto per la classica influenza stagionale, il riposo è fondamentale: si dà al corpo la possibilità di riprendersi e, cosa da non sottovalutare, evitando di uscire si limita il rischio di contagiare le altre persone. Per evitare di diffondere il contagio sarebbe bene lavarsi le mani spesso per almeno una trentina di secondi. È altrettanto importante bere molti liquidi: lo abbiamo scritto prima, la disidratazione è il maggiore pericolo legato a questa patologia, quindi bisogna reidratare l’organismo; si possono bere l’acqua, il thè e altri liquidi (in alcuni casi viene consigliata l’acqua ottenuta bollendo il riso con un po’ di sale e carote). Bisogna comunque precisare che nella fase più acuta bisogna limitare anche l’assunzione di liquidi: si può provare a berne piccole dosi (magari con un cucchiaino) per vedere se si è in grado di trattenerli.

Cosa mangiare e cosa non mangiare in caso di problemi intestinali

Durante la fase acuta sarebbe meglio non mangiare, mentre nella fase di recupero bisogna dare particolare attenzione all’alimentazione: andrebbero evitati il latte e i suoi derivati (ad eccezione dei formaggi stagionati e del parmigiano), perché dopo la diarrea si sviluppa un’intolleranza al lattosio. Se ci si sente con la pancia gonfia non si dovrebbero mangiare le patate, che aumenterebbero questa sensazione. Semaforo verde per il riso, il mais e le fette biscottate. Vista la loro abbondanza di fibre e acqua che potrebbero smuovere l’intestino, con prudenza e gradualità bisogna reinserire nella dieta anche la frutta e la verdura: all’inizio sarebbe meglio optare per carote o zucchine bollite, mentre per quanto riguarda la frutta possono andare bene le banane mature, dei pezzetti di mela e gli agrumi (mandarini e aranci). In questa fase sarebbe meglio non consumare kiwi, fichi e prugne. Per assimilare le proteine si può mangiare del petto di pollo e il già citato parmigiano.

In linea di massima si può dire che in questo periodo di recupero bisogna stare alla larga dagli alimenti grassi o eccessivamente conditi, dall’alcool, dai cibi fritti, dal caffè, dal cioccolato, dai latticini e dai dolci, che potrebbero far nuovamente aumentare le scariche di diarrea. Per favorire il recupero ed accelerare il processo di guarigione molto spesso viene consigliata l’assunzione di probiotici (i famosi fermenti lattici vivi), che dovrebbero essere in grado di sostenere la flora intestinale e rinforzare il sistema immunitario; secondo alcuni studiosi l’efficacia dei probiotici è abbastanza limitata, ma la loro assunzione sarebbe in grado di accorciare lievemente la durata della malattia e di ridurre il numero delle scariche (questi risultati sono evidenti soprattutto sui bambini). Tra i rimedi naturali vengono spesso citati lo zenzero (allevia nausea, dolori gastrici e vomito) e il limone (che aiuta a calmare la diarrea).

L’influenza intestinale e i bambini

Purtroppo l’influenza intestinale è un problema che non risparmia i bambini; i sintomi sono gli stessi che abbiamo già visto per gli adulti, ovvero vomito, diarrea e dissenteria, ai quali si possono affiancare dolori addominali, mal di pancia, mancanza di appetito e una sensazione di malessere generale. Per quanto riguarda i più piccoli, il nemico numero uno è rappresentato dal rotavirus (l’unico virus per il quale è possibile fare prevenzione con il vaccino per neonati e bambini piccoli), ma anche il norovirus e l’adenovirus possono essere la causa della malattia. Di solito i bambini si ammalano ingerendo acqua o cibo contaminati, oppure portandosi alla bocca le mani dopo aver toccato superfici contaminate.

In linea di massima anche ai più piccoli non vengono somministrate medicine per guarire dalla gastroenterite virale, ma si consiglia di seguire una dieta attenta e di controllare l’idratazione. I continui attacchi di vomito e le scariche di diarrea possono portare alla disidratazione, quindi al piccolo malato bisogna far assumere liquidi come acqua o bevande calde, oppure, su consiglio del medico, si possono acquistare in farmacia delle apposite soluzioni reidratanti. Se lo ritiene opportuno, il pediatra può consigliare l’assunzione del paracetamolo per attenuare i sintomi più fastidiosi. I bambini sotto i 12 anni non possono prendere farmaci antidiarrotici.

Ma sono il riposo e una dieta corretta i migliori alleati dei bambini per superare l’influenza intestinale. Nelle prime 24/48 ore è meglio optare per una dieta liquida, con brodi vegetali (di carote e finocchi ad esempio) e acqua di riso; all’inizio i liquidi vanno assunti a piccoli sorsi o con cucchiaini. Dopo la fase acuta (durante la quale bisognerebbe evitare di mangiare) bisogna seguire un’alimentazione leggera e povera di fibre: vanno benissimo il thè, le tisane, il riso, la pasta in bianco, le patate (se non c’è gonfiore di stomaco), il brodo di carne, il pesce e la carne molto magra. Il piccolo finché non avrà recuperato dovrà rinunciare a latte e latticini, cioccolato, cibi fritti, condimenti grassi, zuccheri e dolcificanti.

Molti si affidano anche ai metodi naturali: tra i rimedi più noti ci sono la melissa, la camomilla e il finocchio. Ci sono dei preparati specifici a base di mirtillo nero che liberano la mucosa intestinale da virus e tossine. L’accoppiata estratto secco di mirtillo e tintura di echinacea possono essere utili ai genitori per evitare di essere contagiati dal loro piccolo ammalato. In ogni caso, è bene ribadirlo, prima di prendere inziative bisogna sempre consultare il medico.

L’influenza intestinale e le donne in gravidanza

La gastroenterite colpisce anche le future mamme: è un problema abbastanza comune tra le gestanti. Le donne durante la gravidanza sono molto attente e sanno che non possono prendere farmaci se non sotto indicazione del medico. È quindi molto importante chiarire subito una cosa: per fortuna il virus che causa l’influenza intestinale non crea problemi al feto. Naturalmente questo non significa che la malattia può essere presa sottogamba (la disidratazione materna può essere un pericolosa pe il feto), quindi sarebbe opportuno farsi trovare preparate e sapere come comportarsi in caso di contagio.

I sintomi sono sempre quelli: diarrea, nausea e vomito a seconda del virus responsabile della malattia sono affiancati da crampi addominali, mancanza di appetito, malessere genrale, febbre, sudorazione e così via. Chi ha già superato il terzo mese di gravidanza spesso confonde la nausea e il vomito causati dalla gastroenterite con i sintomi classici della gestazione, ma la presenza di dolori addominali e di dissenteria rende facilmente individuabile il reale responsabile del malessere.

Anche in questo caso per superare la malattia bisogna stare attenti a quello che si consuma a tavola, modificando temporaneamente le proprie abitudini alimentari. Nell’arco dell’intera durata dell’influenza intestinale bisognerà bandire tutti i cibi grassi, la carne (ad eccezione delle parti magre di pollo e tacchino), i cibi ricchi di fibre (che potrebbero aggravare il problema innescando la mobilità intestinale), i latticini, i cibi fritti e il caffè. Sintetizzando, bisogna evitare tutti quegli alimenti che in un modo o nell’altro possono mettere in movimento l’intestino.

Vediamo ora quali sono invece i cibi che possono essere mangiati durante la malattia:

  1. il riso ha importanti proprietà astringenti e quindi è un ottimo alleato;
  2. il pane e le fette biscottate;
  3. le banane mature;
  4. le mele;
  5. le patate, che devono essere bollite e consumate senza l’aggiunta di olio.

Quando si parla di farmaci, durante la gravidanza è sconsigliatissimo il fai da te: bisogna prendere esclusivamente i farmaci espressamente indicati dal medico (durante le fasi di gravidanza e allattamento sono sconsigliati i farmaci antidiarrotici). Se il dottore è d’accordo, per contrastare l’influenza intestinale in farmacia si possono acquistare degli integratori alimentari o delle soluzioni saline, importanti per ridurre il rischio di disidratazione. Bisogna poi bere molto, evitando però le bibite gassate e zuccherate e il caffè.

I consigli per superare l’influenza intestinale

Dopo aver visto i sintomi e i rimedi per gli adulti, i bambini e le donne in stato interessante possiamo fare un riassunto elencando le regole principali per superare l’influenza intestinale e rimettersi in forma nel più breve tempo possibile.

BERE MOLTO
Bisogna ribadirlo spesso: il vomito e la diarrea fanno perdere molti liquidi, quindi è di fondamentale importanza rimanere idratati. I soggetti più a rischio di disidratazione sono i bambini piccoli e gli anziani. Una volta passata la fase acuta bisogna cercare di bere molto (inizialmente a piccoli sorsi): l’acqua va benissimo, ma per variare un po’ si possono consumare bevande calde come thè e tisane.

RIPOSARSI
Quando viene colpito da problemi come la gastroenterite, il corpo umano ha bisogno di riposo per riprendersi. Di norma il recupero si completa in un arco di pochi giorni (dai 3 ai 5), ma non bisogna avere fretta ed è necessario starsene tranquilli finché non ci si sente davvero meglio.

ALIMENTAZIONE LEGGERA
Visto che di farmaci specifici non ce ne sono, per curarsi dall’influenza intestinale bisogna dare la giusta attenzione all’alimentazione. Spazio quindi a cibi leggeri come il riso, la pasta in bianco, i passati di verdure, le verdure lesse o le patate bollite; chi non riesce a fare a meno della carne deve optare per quella più magra (ad esempio il petto di pollo), cotta in modo semplice e senza condimenti (è concesso un filo d’olio extravergine d’oliva). Devono essere invece evitati quegli alimenti che creano particolari movimenti nell’intestino: no a latte e latticini, dolci, caffè, cibi fritti, condimenti complessi, zuccheri, alcool e bevande gassate. Frutta e verdura, seppur fondamentali nella dieta di tutti i giorni, devono essere reintrodotte nell’alimentazione con cautela, visto che sono ricche di fibre: all’inizio si può optare per qualche ortaggio bollito e per frutti come arance, banane mature e mele (sbucciate).

GUARIGIONE SPONTANEA
Lo abbiamo scritto qualche riga fa: non sono disponibili dei farmaci specifici per malattie di questo tipo: di solito la gastroenterite virale scompare spontaneamente dopo alcuni giorni (seguendo i consigli elencati finora è possibile accelerare il processo di guarigione) e solo raramente il medico consiglia di assumere qualche medicinale. Spesso vengono consigliati i fermenti lattici vivi e gli integratori salini. Quando si parla di medicine non bisognerebbe mai intraprendere delle cure fai da te e nel caso di influenza intestinale di origine virale risulta essere inutile (se non dannoso) assumere antibiotici (il discorso è diverso quando si parla di gastroenterite batterica o causata da parassiti).

EVITARE IL CONTAGIO
Per limitare i rischi di contagio bisogna lavarsi spesso le mani, soprattutto dopo aver toccato superfici che possono essere state contaminate (ad esempio sui mezzi pubblici o in ufficio). Chi è malato dovrebbe restarsene a casa e, per evitare di contagiare gli altri componenti della famiglia, non deve stargli troppo vicino e deve utilizzare biancheria e asciugamani diversi; una particolare attenzione va data anche agli oggetti utilizzati dalle persone malate come ad esempio bicchieri, forchette, piatti e così via.

Info sull'Autore

Sardo trapiantato in Umbria, bachelor in informatica, sono un web designer e articolista. Convinto oppositore della scrittura in stile SMS, adoro gli animali e la musica.

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