Bosone di Higgs: buon compleanno!

Pubblicato il 5 Lug 2013 - 1:41am di Redazione

 Il 4 luglio 2012 veniva annunciata per la prima volta l’osservazione del bosone di Higgs

Bosone di HiggsAlcuni la chiamano “Particella di Dio”, altri l’hanno identificata direttamente con il Creatore della materia. Nel 2008 spaventò i più apocalittici agitando la paura del buco nero che avrebbe potuto distruggere la Terra – ma a guastarsi fu poi solo l’acceleratore che rimase fermo per un anno.

È il bosone di Higgs, che ieri ha compiuto un anno di vita: il 4 luglio 2012 ne veniva annunciata per la prima volta l’osservazione, al CERN di Ginevra, da parte di Fabiola Gianotti, tra le lacrime del suo teorico Peter Higgs, che oggi si avvia con molta probabilità sulla strada del premio Nobel. È stato possibile osservarlo grazie al Large Hadron Collider (LHC), il più potente acceleratore di particelle di cui disponiamo, lungo 27 km e situato al confine tra la Francia e la Svizzera.

Si tratta di una particella, la più piccola di tutte, da cui oggi dipendono le conoscenze fisiche del futuro sull’universo; prevista nel 1964 dal Modello Standard – modello teorico che descrive tre delle quattro forze fondamentali –, sarebbe in grado di conferire massa alle altre particelle elementari. Ma l’osservazione del bosone di Higgs, che oggi è un bambino di appena un anno, costituisce l’approdo di un lungo percorso che affonda le sue radici nella fisica degli anni Trenta con i ragazzi di via Panisperna tra cui Enrico Fermi, premio Nobel per la Fisica nel 1938 – lo stesso anno in cui dovette fuggire negli Stati Uniti a causa dell’introduzione delle leggi razziali.

Ora, la scoperta è stata fatta, ma il lavoro non è finito qui, bisogna ancora capire molte cose di questa particella: studiarne la natura, la costituzione, approfondire meglio il suo rapporto con le altre particelle e, soprattutto, capire la sua funzione nei primi attimi di vita dell’universo. E se non conosciamo le sue implicazioni teoriche, ancora meno sappiamo quali saranno i suoi sviluppi pratici. Un lavoro appassionante, dunque, che impegnerà i fisici del CERN per i prossimi anni.

Di qui la necessità di non smettere di investire nella ricerca che, proprio durante situazioni di crisi, diventa un canale fondamentale nel quale indirizzare investimenti, per garantire il progresso economico, culturale e sociale di un Paese. Una ricerca che – come ci insegna una grande scienziata da poco scomparsa – è sempre prima di ogni altra cosa disinteressata, cioè mossa dal solo desiderio di conoscere, e che solo dopo si porrà problemi di applicazione pratica.

Basta abusare della parola “innovazione”, quando non si innova nulla. Basta tagliare i fondi alle scuole e alle Università (anche perché, secondo l’Ocse, siamo il Paese europeo che spende meno). Basta lasciare al degrado e all’incuria luoghi meravigliosi, che tutto il mondo ci invidia, come Pompei, che ha ricevuto un vero e proprio ultimatum da parte dell’Unesco che minaccia – e non a torto! – di escluderlo dai siti considerati “patrimonio dell’umanità”. Basta, insomma, pensare che la cultura e la ricerca siano un lusso di cui si può fare a meno o, peggio ancora, un ostacolo da togliere di mezzo. Il progetto americano “Brain” sostenuto da Obama e la recente apertura della succursale del Museo del Louvre a Lens, aperta al pubblico il 12 dicembre 2012, confutano ogni possibile critica. Quando lo capiremo?

Intanto, aspettando che anche qui da noi le cose cambino, buon compleanno bosone di Higgs!

 

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2 Commenti finora. Sentitevi liberi di unirsi a questa conversazione.

  1. Marco Elvio Corvaglia 20 Luglio 2013 at 22:43 - Reply

    Ma se il fotone (m=0) raggiunge la velocità della luce, una particella con massa negativa come si comporta?
    la velocità di luce è una costante universale (indicata con c): è sempre pari a circa 300.000 km/s nel vuoto. Ma perché proprio la luce? Perché la luce è impacchettata all’interno di una particella, il fotone, che non ha massa. Una conseguenza dalla nota equazione E=MC2 è che un qualsiasi corpo accelerato alla velocità della luce (c) dovrebbe aumentare la sua massa (m) all’infinito e richiedere un’energia necessaria per accelerarlo (e) infinita, entrambi cose impossibili. Il problema non si pone con il fotone, che non ha massa e quindi ha una velocità che è la massima raggiungibile nel cosmo: qualsiasi altra particella dotata di massa, dunque, deve necessariamente muoversi a una velocità inferiore.
    Essendo stato verificato il bosone di Higgs, che da massa alla materia, è possibile fare qualcosa del genere, tipo togliere massa e renderla negativa?

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