Siria: raid di Israele

Pubblicato il 6 Mag 2013 - 3:18am di Redazione

RAID ISRAELIANI CONTRO MISSILI IRANIANI IN SIRIA. ULTIMO AVVERTIMENTO A TEHERAN

SiriaNelle prime ore di domenica aerei israeliani hanno bombardato obiettivi militari intorno a Damasco, la capitale della Siria, con l’obiettivo di distruggere missili iraniani destinati agli Hezbollah nel Libano meridionale.  Il raid, il secondo in pochi giorni e il terzo dall’inizio dell’anno, ha lo scopo evidente di  impedire che i missili raggiungano gli Hezbollah e quindi rappresentino una minaccia grave e immediata per lo stato ebraico. Ma, secondo fonti militari israeliane, le incursioni dell’aviazione avrebbero anche lo scopo di accelerare la caduta del presidente della Siria Assad  e di sgombrare il campo dall’unico deterrente militare iraniano nei confronti di una possibile operazione militare contro di esso da parte di Gerusalemme.  Con i missili in mano agli Hezbollah, Teheran ha, infatti, sin qui conservato la possibilità di una ritorsione in caso di attacco israeliano contro le sue centrali nucleari. I missili, in parte oggi distrutti, sarebbero infatti i nuovi terra-terra a medio raggio Fateh 110 in grado di colpire quasi qualsiasi parte del territorio israeliano, a cominciare da Tel Aviv. La dislocazione dei Fateh 110 rappresenta, agli occhi di Gerusalemme, ‘’un elemento in grado di modificare la situazione’’ militare  nella regione, mettendo nelle mani degli Hezbollah, e dell’Iran, la capacità di colpire al cuore Israele. Cosa che Gerusalemme non può consentire.

Contemporaneamente all’attacco aereo, Israele ha oggi rafforzato le sue difese antimissile al Nord, nel quadro di  ‘’una valutazione della situazione in continuo sviluppo’’. Ciò vuol dire che gli attacchi potranno continuare e che ci si aspetta una reazione della Siria. Reazione che, a parole, è già giunta oggi da parte del viceministro agli esteri di Damasco che ha definito i raid ‘’una dichiarazione di guerra’’ che ‘’apre la porta a qualsiasi possibilità’’.  Una condanna dell’azione israeliana è giunta anche da Teheran che ha invitato i paesi della regione a rafforzare la loro unità antisionista.

Sia l’Iran che gli Hezbollah sono forti sostenitori del vacillante presidente della Siria Assad e, secondo fonti israeliane, Teheran intenderebbe accelerare il dislocamento dei suoi missili nel Libano meridionale per timore di una caduta del regime al potere a Damasco, che bloccherebbe la via tradizionale di trasporto dei missili. Israele vede infatti nella caduta di Assad, su un piano tattico, lo strumento per bloccare la via dei rifornimenti militari iraniani agli Hezbollah, e, allo scopo di favorire un’escalation, ha recentemente accusato Damasco di usare armi chimiche contro l’opposizione interna. Per Washington l’uso di armi chimiche è ‘’la linea rossa’’ che la costringerebbe a un intervento più diretto e massiccio nella crisi siriana. Un tale intervento aumenterebbe drasticamente la temperatura nella regione aumentando le possibilità di un attacco all’iran. La Siria viene infatti vista da Gerusalemme e Washington come il principale baluardo esterno dell’Iran nella regione, e i raid, che vogliono accelerare la caduta del regime, sono un monito finale a Teheran. Sul piano strategico il ridimensionamento dell’Iran come potenza regionale, grazie all’eliminazione della minaccia nucleare, costituisce il principale piano comune israelo-americano.

Info sull'Autore

1 Commento finora. Sentitevi liberi di unirsi a questa conversazione.

Lascia Una Risposta